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GIHTAD (2019) 12:Suppl. 3
Supplemento

Innovazioni dirompenti: quale impatto su salute e sanità?

Disruptive innovations: which impact on well-being and health care?

Walter Ricciardi

Sezione di Igiene, Istituto di Sanità Pubblica, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia
Department of Woman and Child Health and Public Health – Public Health Area, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia

Indirizzo per la corrispondenza:
Walter Ricciardi
Walter.Ricciardi@unicatt.it


Abstract 

Disruptive innovations can be important means for health care policy to tackle growing demand for services, increased costs, and lack of funding.

The Expert Panel on investing in health of European Commission (EXPH), defined “disruptive innovation” in health care “as a type of innovation that creates new networks and new organizations based on a new set of values, involving new players, which makes it possible to health improve outcomes and other valuable goals, such as equity and efficiency”.

In light of current knowledge, disruptive innovations in health care are expected to involve mostly three strategic areas: translational research, technology, and precision medicine.

Disruptive innovations in health care often provide new and different perspectives, reducing complexity and favoring the empowerment of the citizen/patient. Hence, they should be considered by policy makers as new methods to overcome old issues. 

However, disruptive innovations also carry with them difficulties in their implementation process and the need of a remarkable amount of human, physical, and financial resources.

Nevertheless, regarding the Italian health care context, there is a need for structural changes, such as the introduction of effective policies to prevent diseases, strengthen the access to quality primary care, and improve care process coordination, in particular for people with chronic diseases.

The most disruptive innovation for Italy would be to reallocate human and economic resources from care to prevention of diseases. This would need a deep rearrangement of the health system, with new roles for preventive medicine healthcare professionals and new tasks for existing institutions.

 

Che cos’è un’innovazione?

Le organizzazioni sanitarie devono attualmente far fronte a una sfida estremamente complessa caratterizzata dalla domanda crescente di servizi, dall’aumento dei costi e da finanziamenti insufficienti. I modelli di assistenza sanitaria devono essere pertanto continuamente adattati per migliorare in termini di strutture organizzative, risorse umane, processi, prodotti, servizi e tecnologie per far fronte a questa sfida [1].

È quindi necessario che i sistemi sanitari vengano continuamente caratterizzati da adeguate innovazioni che ne garantiscano qualità e sostenibilità [2].

L’innovazione può essere classificata in base al suo impatto sugli stakeholder come incrementale o dirompente (Tabella 1).

Le innovazioni dirompenti si riferiscono a innovazioni che modificano i vecchi sistemi, creano nuovi attori e servono nuovi gruppi di persone, o gli stessi gruppi di persone con nuovi prodotti, mentre emarginano quelli vecchi e offrono valore a coloro che implementano e si adattano con successo all’innovazione. L’innovazione dirompente, infatti, richiede quasi sempre lo sviluppo di una nuova cultura professionale [3].

Contrariamente all’innovazione dirompente, un’innovazione incrementale non crea nuovi mercati o reti di valore, ma piuttosto fa “solo” evolvere quelli esistenti, migliorandoli. Le innovazioni incrementali possono essere “discontinue” (ovvero “trasformative” o “rivoluzionarie” o “radicali”) o “continue” (ovvero “evolutive”). 

Tabella 1. Tipi di innovazione

Incrementale Un’innovazione che non influisce sui mercati esistenti
Evolutiva

(continua o dinamica)

Un’innovazione che migliora un prodotto in un mercato esistente secondo le aspettative dei clienti
Rivoluzionaria

(discontinua o radicale)

Un’innovazione che è inaspettata, ma non influenza i mercati esistenti
Dirompente Un’innovazione che crea un nuovo mercato o espande un mercato esistente applicando un diverso insieme di valori, che alla fine (e inaspettatamente) supera un mercato esistente

Le caratteristiche principali sono quelle di:

a) migliorare i risultati di salute

b) creare una nuova cultura professionale

c) servire nuovi gruppi e/o avere nuovi prodotti/servizi (“creare nuovi mercati”)

d) creare nuovi “giocatori”

e) sovvertire vecchi schemi

Fonte: Expert Panel on effective ways of investing in health, Disruptive innovations – Consideration for health and health care in Europe [4], modificata.

Il termine tecnologie dirompenti è stato coniato da Bower e Christensen e presentato nell’articolo “Disruptive Technologies: Catching the Wave” [5]. 

Nella “soluzione dell’innovatore” [6], l’autore ha sostituito il termine tecnologia dirompente con innovazione dirompente, perché ha riconosciuto che poche tecnologie sono intrinsecamente incrementali o dirompenti; piuttosto è il modello di business (in particolare statunitense) che consente alla tecnologia di avere un impatto dirompente.

Le innovazioni dirompenti non sono necessariamente “tecnologie avanzate”. Esse sono spesso nuove combinazioni di componenti già esistenti, applicate in modo intelligente a una piccola e vivace rete di valore.

Christensen definisce un’innovazione dirompente come un prodotto o un servizio progettato per un nuovo gruppo di clienti.

 

Innovazioni dirompenti e sanità

L’evoluzione di società, tecnologie e organizzazioni crea esigenze diverse e offre nuove possibilità per risolverle. 

L’innovazione è una caratteristica chiave che le organizzazioni devono incorporare come condizione per offrire soluzioni sostenibili ed efficienti. Ma non tutte le innovazioni sono appropriate; se il loro costo è troppo elevato per i benefici ottenuti o se la qualità e la sicurezza dei servizi sono ridotte riducendo i costi, questi tipi di innovazioni non sono utili per le organizzazioni sanitarie. 

I sistemi sanitari europei si basano sui valori di universalità, equità, solidarietà e accesso a servizi di alta qualità e sicurezza. Il rispetto di questi valori è una condizione preliminare quando si parla di innovazione.

Quando si discute dell’applicabilità del concetto di “innovazione dirompente” ai sistemi sanitari, è importante sottolineare che il contesto in cui sorge questo concetto (ambiente commerciale, contesto USA) rende difficile tradurlo immediatamente nei sistemi sanitari europei.

Ad esempio, mentre la dimensione rilevante della nozione di innovazione dirompente nel caso degli Stati Uniti è il reddito (o la ricchezza), poiché è l’elemento principale dell’accesso all’assistenza sanitaria, in Europa la dimensione pertinente per definire l’accesso ai servizi sanitari è il bisogno di cura. 

Quasi tutti i sistemi sanitari degli Stati membri dell’Unione Europea offrono una copertura universale, il che significa che le persone più ricche e più povere hanno diritto a ricevere gli stessi servizi. È pertanto il concetto di maggiore necessità che guida l’accesso all’assistenza sanitaria. 

In questo contesto, un’innovazione dirompente sarebbe quella che consente l’accesso generalizzato a un prodotto o un servizio precedentemente accessibile solo a quelli con un bisogno maggiore o quelli che non affrontano barriere d’accesso elevate. Pertanto, se una delle caratteristiche di un’innovazione dirompente è quella di “consentire l’accesso a un prodotto o servizio precedentemente accessibile solo ai ricchi o esperti, abbassando la qualità”, questo sembrerebbe non essere l’aspetto più rilevante per la maggior parte dei modelli sociali europei. 

Un altro aspetto di un’innovazione dirompente, ovvero la sua capacità di “creare nuovi mercati”, potrebbe essere più facilmente applicabile. In questo caso è possibile progettare nuovi prodotti, nuovi servizi o nuovi modi di fare le cose, coprendo le esigenze sanitarie in un modo migliore (valore più elevato: maggiore qualità e costo ragionevole dei servizi pertinenti). L’idea che l’introduzione di nuovi modi di fare le cose a volte causi la sostituzione (“distruzione, disinvestimento, smantellamento”) del vecchio modo di fare le cose potrebbe anche essere un potente elemento per consentire il miglioramento, se applicato correttamente.

Nell’Opinione su “Disruptive innovations – Consideration for health and health care in Europe”, di cui sono stato relatore, l’Expert Panel on investing in health della Commissione Europea (EXPH), ha definito “l’innovazione dirompente nel settore sanitario” come “un tipo di innovazione che crea nuove reti e nuove organizzazioni sulla base di una nuova serie di valori, coinvolgendo nuovi attori, che consente di migliorare la salute e di raggiungere altri obiettivi preziosi, come equità ed efficienza.” 

Questa innovazione sostituisce i vecchi sistemi e modi di fare le cose.

Oltre alla definizione “europea” di innovazione dirompente il Panel ha elaborato anche una nuova tassonomia delle innovazioni dirompenti basata sui “campi di applicazione” e sulle loro categorie.

Le categorie principali identificate sono quattro:

  • tecnologica (tecnologie a bassa ed alta complessità)
  • organizzativa (modelli, strutture, processi)
  • prodotti e servizi
  • risorse umane (personale sanitario, pazienti, cittadini e comunità).

Questa classificazione, basata sul campo di applicazione, è naturalmente una categorizzazione teorica, poiché nella realtà un’innovazione dirompente può spesso influenzare più di un campo di applicazione, ad esempio possiamo avere un nuovo modello organizzativo che può rendere obsoleta una determinata tecnologia. Ancora, un’innovazione dirompente può creare nuove esigenze anche in un altro campo: ad esempio, l’introduzione di un nuovo modello organizzativo può creare nuove esigenze che possono richiedere nuove figure professionali o operatori sanitari, che a loro volta richiedono una formazione professionale specifica. 

Gli esempi fatti dall’Expert Panel per chiarire la tassonomia sono i seguenti:

Innovazioni dirompenti in ambito tecnologico

Sviluppo di antibiotici: 

gli antibiotici hanno rivoluzionato la medicina nel XX secolo e, insieme alle vaccinazioni e allo sviluppo socio-economico, hanno portato alla quasi eradicazione di malattie come la tubercolosi nei paesi sviluppati.

Farmaci antiulcera: 

hanno fornito ai medici di base una nuova ed efficace tecnologia a basso costo che ha sostituito le tecnologie precedenti.

Chirurgia minimamente invasiva: 

sostituendo la chirurgia classica aperta ha comportato una riduzione della durata della degenza ospedaliera e una riduzione della morbilità e dei costi per il sistema sanitario.

Nuovo e più efficace trattamento per l’HCV: 

questi nuovi trattamenti possono cambiare completamente il decorso dell’infezione da epatite C, con la possibilità di ridurre drasticamente sia le conseguenze che l’incidenza della malattia.

Innovazioni dirompenti in ambito organizzativo

Salute mentale basata sulla comunità: 

un’innovazione organizzativa che ha sconvolto il vecchio modo di guardare e curare le persone affette da gravi disturbi mentali.

Organizzazioni responsabili (accountable) basate sulla popolazione: 

organizzazioni che massimizzano il valore e l’equità concentrandosi non su istituzioni, specialità o tecnologie, ma sulle popolazioni.

Assistenza integrata: 

un nuovo assetto organizzativo che si concentra su forme più coordinate ed integrate di prestazioni assistenziali rispetto alla precedente erogazione frammentata di servizi sanitari e sociali.

Innovazioni dirompenti in ambito di prodotti e servizi

Sviluppo delle cure palliative: 

ha spostato il paradigma dalla cura alle cure e ha migliorato l’aspettativa di vita e la qualità della vita nei pazienti con condizioni limitanti la vita.

Assistenza centrata sul paziente:

ha determinato un’inversione completa della visione tradizionale in cui era centrale il servizio sanitario 

Innovazioni dirompenti in ambito di risorse umane

Autogestione del diabete da parte del paziente:

la somministrazione di insulina ha trasformato la cura del diabete dando ai pazienti la responsabilità dell’autogestione, ha creato nuove aree di pratica per coloro che erano destinati a sviluppare complicanze (retinopatia, nefropatia, piede diabetico, ecc.), alla fine ha portato alla cronicizzazione della cura.

 

Quali saranno le aree strategiche per le innovazioni dirompenti in sanità?

Alla luce delle attuali conoscenze è possibile ipotizzare che le innovazioni dirompenti in sanità si concentreranno in tre aree strategiche: ricerca traslazionale, tecnologie e medicina di precisione.

Ricerca traslazionale

Le innovazioni, comprese le innovazioni dirompenti, possono verificarsi in uno qualsiasi dei momenti del continuum della ricerca traslazionale: “scoperta di base; prova concettuale sull’uomo; sviluppo clinico; medicina basata sull’evidenza; adozione pratica; valutazione di sanità pubblica; stato di salute della comunità; servizio sanitario globale” [7]

Probabilmente, l’innovazione più dirompente nell’assistenza sanitaria negli ultimi 10 anni è stato il cambiamento della posizione del paziente da attore piuttosto passivo, sottoposto a procedure e richiesto di rispettare i regimi terapeutici, verso un soggetto attivo, che definisce obiettivi e controlla indicatori, e che co-produce il proprio piano di cura.

Tecnologie

La medicina nel 21° secolo dipende sempre più dalla tecnologia, definita come qualsiasi intervento che può essere utilizzato per promuovere la salute, per prevenire, diagnosticare o curare malattie o per la riabilitazione o l’assistenza a lungo termine (International Network of Agencies for Health Technology Assessment (INAHTA) 2013) [8].

Thomas [9,10] ha classificato l’evoluzione della medicina in rapporto alle tecnologie secondo tre livelli: 

  • il primo quando si verifica una situazione in cui non c’è molto da fare per cambiare il decorso della malattia, tuttavia, si può fare molto per aiutare i pazienti durante l’episodio di malattia. Un esempio è la terapia di supporto e i progressi tecnici che facilitano il processo di cura per i caregivers
  • il secondo quando è possibile influenzare il decorso della malattia e migliorare i risultati. La tecnologia viene spesso utilizzata in ospedali ed è costosa. Esempi possono essere la radioterapia o la chirurgia oncologica, il trattamento delle vittime della polio nel polmone d’acciaio, la dialisi e il trapianto per insufficienza renale cronica
  • il terzo si basa sulla piena comprensione della malattia. La tecnologia potrebbe così offrire prevenzione e cura a basso costo. Un esempio potrebbe essere la scoperta del ruolo dell’Helicobacter pylori come principale causa di sanguinamento delle ulcere allo stomaco negli anni Ottanta che ha rivoluzionato il processo di trattamento e ha eliminato la necessità di un intervento chirurgico per la malattia dell’ulcera. Una vera comprensione della malattia facilita la possibilità di rendere la cura disponibile a tutti, senza sprechi e determina un significativo miglioramento del risultato.

Il modello di progresso medico di Thomas mostra forti legami con la teoria dell’innovazione dirompente di Christensen.

Va notato che ci sono spesso forti incentivi per lo sviluppo di nuove tecnologie di secondo livello, che rispondono a importanti esigenze mediche non soddisfatte. Tuttavia, queste tecnologie sono spesso costose e non particolarmente efficaci [11]. D’altra parte, esse possono rappresentare un passo necessario nella comprensione e nello sviluppo della medicina. Di conseguenza, la questione dovrebbe risiedere nell’equilibrio ottimale tra gli investimenti tra bassa ed alta tecnologia e nella promozione dell’accesso rapido a una nuova alta tecnologia quando questa diviene disponibile.

Medicina di precisione

La medicina di precisione è definita come l’assistenza sanitaria basata su informazioni personalizzate sul rischio genomico (biomarcatori) confrontato con dati genomici di popolazione (biobanca) e utilizzata per prevenire, diagnosticare e curare le malattie [12].

Inerente a questa definizione è l’obiettivo di migliorare i risultati clinici per i singoli pazienti e minimizzare gli effetti collaterali non necessari per coloro che hanno meno probabilità di avere una risposta a un particolare trattamento [13].

Alcuni usano i termini medicina personalizzata e medicina di precisione in modo intercambiabile, mentre altri intendono significati leggermente diversi. Il termine medicina di precisione è spesso riferito a una diagnosi ottenuta utilizzando tecniche di genetica molecolare che identificano, ad esempio, il tipo particolare di tumore che un individuo può avere.

Ciò consentirebbe a una donna di sapere non solo di avere un carcinoma mammario, ma anche di conoscere il particolare sottotipo di carcinoma mammario coinvolto. Uno dei vantaggi di questo è non solo che alla donna potrebbe essere offerto un trattamento specifico per quel sottotipo, ma anche che a tutte le donne che non soffrono di quel particolare sottotipo potrebbe essere risparmiato un trattamento che non avrebbe effetti benefici per loro, ma ciò determinerebbe possibili effetti dannosi.

La capacità di rilevare particolari sottogruppi all’interno della popolazione di persone con pressione sanguigna elevata consentirebbe a ciascun sottogruppo di offrire un trattamento correlato al problema che è la causa della loro alta pressione sanguigna. In effetti, l’ipertensione è una conseguenza di una serie di diversi meccanismi patologici.

È importante sottolineare, tuttavia, che esisteva la medicina personalizzata prima della decodifica del genoma umano e, in un certo senso, che tutte le cure mediche dovrebbero essere personalizzate. 

C’è però stato un grande interesse per la medicina genomica e il suo potenziale per rendere le cure più precise e personalizzate. Tuttavia, lo sviluppo di questo campo non è privo di limitazioni e problemi che saranno aggravati dalla crescente capacità degli individui di poter acquistare commercialmente il sequenziamento del proprio genoma. Questi servizi, già ampiamente disponibili, rilasciano rapporti espressi in termini di percentuale relativa, il che potrebbe portare alla generazione di alti livelli di ansia e/o domanda incongrua di servizi sanitari.

L’Unione Europea sta già finanziando alcuni progetti per esplorare questo problema in numerosi Stati membri spingendo a valutare i costi e i benefici delle attività di:

  • diagnostica molecolare per identificare le persone che potrebbero beneficiare di particolari attività di prevenzione;
  • diagnostica molecolare per identificare alcuni gruppi che dovrebbero ricevere o meno un trattamento particolare;
  • identificazione di gruppi di pazienti che potrebbero trarre beneficio da un particolare tipo di trattamento specifico per quel sottogruppo.

La medicina di precisione è certamente un esempio di innovazione dirompente che richiede però un’attenzione particolare ed urgente perché presenta sia un grande potenziale che grandi rischi [14].

 

Come si realizzano le innovazioni dirompenti in sanità?

Per concretizzare un’innovazione dirompente in sanità è necessario che vi siano o degli elementi che fungano da driver o dei fattori abilitanti ed è necessario superare barriere ed ostacoli, anche tramite adeguati incentivi.

I driver sono elementi che fanno realizzare o sviluppare una particolare innovazione, quelli abilitanti sono invece persone o cose che rendono possibile l’innovazione. 

Tra i primi possiamo elencare:

  • focalizzarsi sulla salute delle popolazioni piuttosto che su quella degli individui
  • utilizzare i dati, le informazioni e gli strumenti di supporto decisionale
  • creare un continuum di cure dalla promozione e prevenzione al trattamento e al recupero per una migliore gestione delle malattie
  • sperimentare nuovi modelli di assistenza e finanziamento dell’assistenza
  • istituire un sistema di assistenza sanitaria di base di alta qualità universalmente accessibile per tutti i cittadini.

Per quanto attiene i fattori abilitanti:

  • utilizzare approcci di promozione della salute e prevenzione delle malattie e un’efficace gestione dei casi per migliorare la salute della popolazione e ridurre le malattie e le emergenze
  • utilizzare cartelle cliniche elettroniche
  • coltivare una consapevolezza condivisa dell’importanza delle linee guida per la qualità e degli interventi sanitari basati sull’evidenza
  • investire meno soldi nella tecnologia di fascia alta e più nelle tecnologie che semplificano i problemi di salute
  • abbracciare la cultura della sperimentazione e l’apprendimento a livello di organizzazione
  • promuovere la formazione interprofessionale
  • sviluppare l’integrazione di assistenza sanitaria e sociale.

Gli incentivi, infine, sono fattori che motivano o incoraggiano qualcuno a fare qualcosa. Gli incentivi sono un mezzo importante per attrarre, trattenere, motivare, soddisfare e migliorare le prestazioni dei sistemi sanitari. Possono essere applicati a gruppi, organizzazioni e individui. Gli incentivi possono essere positivi o negativi (come nei disincentivi), finanziari (ad es. programmi di finanziamento della ricerca) o non finanziari (ad es. creazione di progetti pilota) e tangibili o intangibili.

 

Quali sono gli ostacoli alla realizzazione delle innovazioni dirompenti?

La mancata realizzazione di innovazioni dirompenti potenzialmente importanti può essere determinata dalla resistenza di persone o di organizzazioni che potrebbero essere influenzate negativamente dall’innovazione. 

In alcuni casi le innovazioni dirompenti sono state non solo ignorate, ma anche oggetto di azioni di discredito. In altri casi, la regolamentazione ha ostacolato l’attuazione, con l’effetto di mantenere lo status quo. In questi casi diventa quindi necessario superare la potenziale inerzia della regolamentazione [15].

Tra gli ostacoli è possibile includere:

 

1. Ostacoli da parte degli operatori:

  • opposizione: riluttanza al cambiamento o resistenza al cambiamento; sentimenti di perdita di proprietà dei processi operativi; modifica delle prassi di lavoro, modifica del carico di lavoro
  • barriere culturali: crisi di identità; silos professionali; divario operatori sociali e sanitari; limitazione dei partner delle reti; livelli organizzativi diversi non abituati a lavorare in collaborazione; resistenza al cambiamento delle pratiche reattive attuali in un sistema preventivo e/o proattivo 
  • mancanza di formazione e motivazione: sensibilizzazione e formazione percepite come problemi e non come opportunità; mancanza di strumenti di condivisione delle informazioni; comunicazione tra gli operatori inadeguata; assenza di linee guida cliniche integrate; sovrapposizione tra le responsabilità e i ruoli degli operatori.

2. Ostacoli da parte di pazienti/persone:

  • barriere culturali: mancata accettazione della soluzione; scorretto coinvolgimento degli utenti nello sviluppo di soluzioni innovative
  • mancanza di formazione degli utenti finali
  • assenza di supporto per la mobilità.

3. Barriere organizzative/istituzionali, reti e processi inadeguati

  • mancanza di un modello di business realistico
  • carente processo di approvvigionamento
  • assenza o carenza di incentivi
  • mancanza di analisi e pianificazione tecniche adeguate
  • mancanza di supporto manageriale
  • sistemi informativi inadeguati
  • mancanza di interoperabilità tra soluzioni tecnologiche; organizzazioni che lavorano con diverse cartelle cliniche
  • difficoltà a coordinare autorità diverse (livelli: locale, regionale, nazionale; settori: assistenza sanitaria, assistenza sociale) 
  • modello organizzativo eccessivamente burocratico.

4. Barriere economiche e legali:

  • inadeguati investimenti in infrastrutture, tecnologia e manutenzione
  • precario contesto economico
  • barriere normative
  • controlli inadeguati e/o eccessivi
  • inadeguati modelli di pagamento. 

5. Mancanza di supporto politico:

  • inadeguatezza e/o incomprensione della classe politica
  • mancanza di leadership.

6. Inadeguati sistemi di valutazione:

  • mancanza di sistemi di valutazione e rendicontazione (accountability).

 

Considerazioni conclusive: quali innovazioni dirompenti per l’Italia?

Dalla discussione sinora condotta appare evidente che le innovazioni dirompenti possono essere uno strumento importante non solo sui mercati di prodotti e servizi, ma anche nelle politiche sanitarie. 

Le innovazioni dirompenti in sanità spesso forniscono una prospettiva nuova e diversa delle cose, una prospettiva che tende a ridurre la complessità a favore dell’empowerment del cittadino-paziente e dovrebbero quindi essere considerate dai decisori come possibili nuovi metodi per affrontare vecchie questioni.

La crisi ha posto notevoli sfide per i sistemi sanitari di tutti i Paesi più avanzati, in particolare per quelli europei, in cui i sistemi di welfare sono molto generosi. In un contesto in cui, da un lato disoccupazione e povertà faranno aumentare la domanda di servizi sanitari e dall’altro i bilanci pubblici continueranno ad essere limitati in termini di risorse disponibili, gli effetti della crisi sulla salute rischiano di diventare sempre più evidenti col passare del tempo [16]. 

Per vincere questa sfida è necessario cambiare rotta su una serie di aspetti che hanno caratterizzato la politica sanitaria italiana dal 2001 fino a oggi. 

La sfida più importante che oggi si possa raccogliere è riuscire a vedere questa crisi economica e finanziaria come un’opportunità per introdurre innovazioni dirompenti nel sistema sanitario e, più in generale, nel sistema di sicurezza sociale. 

Da quanto abbiamo detto in precedenza, è evidente che più le innovazioni coinvolgono importanti cambiamenti strutturali, più sono difficili da attuare rispetto – per esempio – a semplici interventi che possano tendere a ridurre i prezzi dei farmaci o introdurre misure di compartecipazione alla spesa. Innovazioni che incidono in modo strutturale sul sistema richiedono anche investimenti in capitale umano, fisico e finanziario. 

Purtuttavia, occorre cambiare in modo strutturale la sanità in Italia, cercando di introdurre politiche efficaci per prevenire le malattie, rafforzare l’accesso ad un’assistenza primaria di qualità e migliorare il coordinamento delle cure, soprattutto per le persone con patologie croniche. I vantaggi di una tale operazione sarebbero però elevatissimi e consentirebbero di traghettare il Paese verso un porto più sicuro. 

Da un punto di vista di benessere collettivo la strategia ottimale dovrebbe essere quella di disegnare politiche sanitarie che siano “dinamicamente efficienti”, che vuol dire creare oggi le migliori condizioni per operare meglio domani. Infatti, l’adozione (oggi) di misure atte a incrementare gli investimenti in prevenzione dovrebbe portare (domani) ad una riduzione del numero di persone da curare. Adottare un tale approccio significherebbe, quindi, anche guardare alla spesa sanitaria (o ad una larga parte di essa) più in termini di spesa per investimenti che di parte corrente. Sarà, però, necessaria una decisa inversione di tendenza nell’allocazione dei fondi per la sanità in Italia, che con una quota inferiore all’1% della spesa complessiva, si colloca tra gli ultimi posti nella classifica dei Paesi OCSE per l’investimento in prevenzione. Aspettare che i cittadini, in seguito ad anni di stili di vita poco salutari (es. eccessivo introito calorico e proteico, malnutrizione, vita sedentaria, alcol, fumo), si ammalino e si rechino in pronto soccorso o in ospedale è una strategia perdente e costosissima. È quindi imperativo cambiare la rotta e promuovere politiche incisive di prevenzione e promozione alla salute.

L’innovazione più dirompente per il nostro Paese sarebbe quella di spostare risorse economiche e umane dalla cura delle malattie alla prevenzione. Questo imporrebbe di “re-ingegnerizzare” l’intero SSN, formando una nuova classe di professionisti della salute preventiva e trasformare, mettendole in rete, le strutture già esistenti sul territorio (es. strutture sanitarie, scuole alberghiere, scuole primarie e secondarie, palestre pubbliche) per educare attivamente i cittadini alla tutela della propria salute. Come a scuola, si dovrebbe insegnare ai cittadini a conoscere gli alimenti, a cucinare e alimentarsi in maniera sana ed equilibrata, a fare attività fisica in maniera corretta e regolare, e ad evitare l’esposizione a sostanze nocive per la salute. Inoltre, potrebbe essere auspicabile introdurre sistemi di incentivi (es. annullamento ticket sanitario o una sorta di schema bonus/malus) per i cittadini che mettono in pratica le strategie preventive (riducendo, ad esempio, la circonferenza vita e i fattori di rischio cardiovascolari e tumorali), favorendo in tal modo comportamenti virtuosi. 

Se ciò non verrà realizzato, in uno scenario caratterizzato da un progressivo definanziamento pubblico che comincia a pregiudicare anche il funzionamento delle Regioni più virtuose e nella consapevolezza che quelle in piano di rientro già adesso non adempiono neppure all’erogazione dei “vecchi LEA”, il risultato non potrà che essere l’allungamento delle liste d’attesa con spostamento della domanda verso il privato e aumento della spesa out-of-pocket sino alla rinuncia alle cure [1].

Crediamo, invece, che l’innovazione dirompente proposta sia realizzabile e sia vincente ma, proprio per quanto abbiamo descritto nella ultima parte di questo lavoro, siamo scettici sulla sua effettiva concretizzazione, anche perché il DEF 2017 esclude per i successivi 3 anni una ripresa del finanziamento pubblico e nulla pare essere cambiato in modo sostanziale con l’attuale Governo, per non parlare della caotica situazione della politica italiana alla fine del 2019.

Ma la speranza è l’ultima a morire.

 

Bibliografia

1. Ricciardi W (2019) La battaglia per la salute. Laterza, Bari2. Gray M (2011) How to get better value healthcare (2nd edition). Offox Press, Oxford.

3. Christensen CM, Horn MB, Johnson CW (2008) Disrupting class: how disruptive innovation will change the way the world learns. McGraw-Hill Professional, New York.

4. EXpert Panel on effective ways of investing in Health (EXPH) (2016) Disruptive innovations – Consideration for health and health care in Europe. 13th plenary meeting of 29 february 2016. Available at: https://ec.europa.eu/health/expert_panel/sites/expertpanel/files/012_disruptive_innovation_en.pdf.

5. Bower JL, Christensen CM (1995) Disruptive technologies: catching the wave. Harvard Business Review 73:43-53.

6. Christensen CM (2003) The innovator’s solution: creating and sustaining successful growth. Harvard Business School Press, Cambridge (Mass).

7. Dzau VJ, Ackerly DC, Sutton-Wallace P et al (2010) The role of academic health science systems in the transformation of medicine. Lancet 375:949-953. 

8. International Network of Agencies for Health Technology Assessment (INAHTA) (2013) HTA glossary. 

9. Thomas L (1971) The technology of medicine. N Engl J Med 285:1366-1368.

10. Thomas L (1978) Lives of a cell: notes of a biology watcher. Penguin Books.

11. Kumar RK (2011) Technology and healthcare costs. Ann Pediatr Cardiol 4:84-86.

12. James JE (2014) Personalised medicine, disease prevention, and the inverse care law: more harm than benefit? Eur J Epidemiol 29:383-390. 

13. Jameson JL, Longo DL (2015) Precision medicine – personalized, problematic, and promising. N Engl J Med 372:2229-2234.

14. Rubin R (2015) Precision medicine: the future or simply politics? JAMA 313:1089-1091.

15. Christensen CM, Bohmer R, Kenagy J (2000) Will Disruptive innovations cure health care? Harvard Business School Publishing Corporation, Cambridge (Mass).

16. Ricciardi W, Atella V, Cricelli C, Serra F (2015) La tempesta perfetta. Vita e Pensiero, Milano.

XII Congresso Nazionale della Società Italiana di Health Technology Assessment
LA FILIERA DELL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA IN SANITÀ

Milano, 10-11 ottobre 2019

Sessione plenaria “L’innovazione per una sanità di valore”


L’innovazione per una sanità di valore: un’introduzione 

Carlo Favaretti


Innovazioni dirompenti: quale impatto su salute e sanità? 

Walter Ricciardi


Rivoluzione genetica e medicina di precisione 

Bruno Dallapiccola


Innovazione e problematiche regolatorie nel trasferimento dalla ricerca alla pratica 

Luca Pani, Xhulia Paja


Assessment of the innovation: a challenge for HTA 

Iñaki Gutiérrez-Ibarluzea

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Si precisa che gli articoli non sono riproducibili senza l’approvazione dell’editore: per qualsiasi riutilizzo con scopi commerciali o promozionali, è necessario richiedere opportuna quotazione scrivendo a GIHTAD@springer.com Gli articoli pubblicati sul GIHTAD sono fruibili in base all’attribuzione CCBY NC ND. Visualizza il testo completo della licenza

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