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GIHTAD (2020) 13:2
Articolo Originale

HTA e formazione nei percorsi di area medica: stato dell’arte in Italia

HTA and medical education: current Italian prospective

Anna Odone1, Maria Rosaria Gualano2, Eleonora Bossi1, Lorenzo Minetti3, Guido Rovera4,5, Matteo Misuraca6, Carlo Favaretti7, Chiara de Waure6.

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1 Commissione HTA, IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano
2 Dipartimento di Scienze della Sanità Pubblica e Pediatriche, Università degli Studi di Torino
3 ECOLE – Enti COnfindustriali Lombardi per l’Education, Milano
4 Unità Operativa Complessa di Medicina Nucleare, Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, Roma, Italia
5 Istituto di Medicina Nucleare, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia
6 Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università degli Studi di Perugia
7 Istituto di Sanità Pubblica, Sezione di Igiene, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma
Corresponding author:
Chiara de Waure, MD, MSc, PhD
Dipartimento di Medicina Sperimentale
Università degli Studi di Perugia
Piazza Lucio Severi 1, 06132 Perugia
Telefono: 075 5858038
Cellulare: +39 3298546761
Fax: 075 5858420
Email: chiara.dewaure@unipg.it

Riassunto

In un contesto di crescente domanda di assistenza sanitaria, a fronte di risorse economiche contingentate, l’Health Technology Assessment (HTA) svolge un ruolo sempre più importante per la governance dei sistemi sanitari. In Italia se ne è iniziato a parlare più di 30 anni fa, ma solo negli ultimi 15 anni ne è stato riconosciuto il ruolo fondamentale anche a livello istituzionale. Questo ha portato a riconoscere anche l’importanza della formazione sul tema dei professionisti sanitari. Questo lavoro riporta quanto emerso nell’ultimo congresso della Società Italiana di Health Technology Assessment tenutosi a Milano nell’ottobre 2019 per quanto riguarda l’offerta formativa italiana sull’HTA nell’ambito dei corsi di laurea di area sanitaria e nei percorsi post-laurea. Il lavoro tratta anche del ruolo delle società scientifiche in tema di formazione. Ne emerge un quadro che mostra indubbi margini di miglioramento. Infatti, nei corsi di laurea di area sanitaria, l’argomento sembra essere trattato in una percentuale esigua di casi e anche nelle scuole di specializzazione di area medica, in particolare quella di Igiene e Medicina Preventiva, emergono delle lacune. Di contro, si registra una buona offerta di master e corsi di formazione e un ruolo proattivo delle società, italiana ed europea, di sanità pubblica. Risulta tuttavia dirimente e non più procrastinabile avviare azioni per colmare il bisogno formativo a livello universitario per far sì che i nuovi professionisti del settore sanitario acquisiscano le competenze per utilizzare al meglio lo strumento dell’HTA nel contesto delle scelte che ogni giorno, a diversi livelli, si troveranno a prendere.

 

Abstract

In times of increased health demand and decreased resources, the role of Health Technology Assessment (HTA) – intended as a tool to inform healthcare services and systems governance – is becoming more and more prominent. Despite discussion on HTA in Italy started in the ‘80s, only in the last 15 years its institutional role has been recognised, together with the need to invest in education and training. This work aims at reflecting on the state of the art of training and education on HTA within health sciences degrees in Italy, building on the outputs from the last congress of the Italian Society of Health Technology Assessment held in Milan in October 2019. In particular, the paper: i) analytically describes HTA training within both undergraduate and post-graduate courses in health disciplines, ii) expand on the complementary role played on the topic by national and international scientific societies. According to results, room for improvement is identified. In fact, the topic of HTA is addressed in medical schools and other health-related university degrees in a low proportion of cases. Furthermore, targeted training on HTA is not homogeneously offered within post-medical residency programmes. On the other hand, not only we report a wide and relatively solid training offer in dedicated master of science and short courses and a pro-active role of scientific societies, but we also acknowledge a strong demand for better training by students and residents. We raise awareness on the need for strengthened efforts to improve university training on HTA and ensure future generations of health professionals will be prepared to exploit the potential offered by HTA in healthcare research, practice and policy.

 

Key words: Health Technology Assessment, HTA, formazione, Igiene e Medicina Preventiva


 

Introduzione

L’Health Technology Assessment (HTA) è uno degli strumenti principali della clinical governance, in quanto permette la valutazione dell’efficacia, della sicurezza, delle risorse necessarie e dell’impatto complessivo delle tecnologie sanitarie attraverso un approccio scientifico evidence-based, promuovendo quindi la qualità delle prestazioni sanitarie e lo sviluppo di valore. L’HTA si applica a tutte le tecnologie sanitarie, ivi ricompresi i dispositivi medici, le procedure mediche e chirurgiche, i percorsi assistenziali, i farmaci e i modelli manageriali ed organizzativi [1]. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) lo considera uno strumento fondamentale a supporto della gestione sicura e responsabile del benessere delle persone [2].

In Italia si è iniziato a parlare di HTA negli anni ‘80 del secolo scorso. Dalla metà degli anni ’90 e nella prima metà degli anni 2000 in diverse realtà regionali e locali sono stati avviati progetti riguardanti l’HTA, che hanno portato alla fondazione della Società Italiana di Health Technology Assessment (SIHTA). Nel 2006 per la prima volta nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008 [3] si è parlato di raccogliere le conoscenze esistenti nelle realtà territoriali al fine di promuovere l’uso degli strumenti dell’HTA, anche a seguito della stesura nello stesso anno della Carta di Trento [4]. Un anno dopo, nel 2007, è stata fondata la SIHTA.

Dal punto di vista istituzionale, la Conferenza Stato, Regioni e delle Province Autonome ha dato inizialmente incarico all’AgeNas  (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) di fornire supporto alle regioni nello sviluppo dell’HTA, di produrre report per il Ministero della Salute (MdS) riguardanti i dispositivi medici e di creare un sistema di monitoraggio delle tecnologie emergenti collegato al programma EUROSCAN [5]. Nel 2015, con il D.M. del 12 marzo, è stata quindi istituita la Cabina di Regia per l’HTA presso il MdS, composta dal Direttore della Direzione generale dei dispositivi medici e del servizio farmaceutico, con funzioni di Presidente, e da rappresentanti del MdS, della Conferenza Stato, Regioni e delle Province Autonome, dell’AgeNas e dell’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), cui si affianca una segreteria organizzativa e tecnica deputata a funzioni sia di raccordo con gli stakeholder, sia di supporto tecnico-organizzativo. Nel 2017 la Cabina di Regia ha prodotto il Programma Nazionale HTA Dispositivi Medici in cui, oltre ad essere chiariti i rapporti tra essa e le strutture regionali in ambito di valutazione e monitoraggio, viene sottolineata la necessità della formazione in tema di HTA al fine di migliorare conoscenze ed esperienze, sia di chi ha responsabilità di pianificare e condurre valutazioni di tecnologie in ambito sanitario, sia di chi interpreta le risultanze di queste valutazioni a supporto dei processi decisionali [6].

La formazione è infatti fondamentale per far sì che i diversi professionisti del settore sanitario, ciascuno per le proprie competenze, siano in grado di conoscere, riconoscere ed utilizzare in modo pertinente le informazioni utili all’introduzione e all’implementazione delle tecnologie nelle strutture che erogano servizi sanitari [7].

Nell’ambito della formazione appare oltremodo fondamentale l’insegnamento durante i corsi di specializzazione in ambito sanitario, siano essi medici, chirurgici o dell’area dei servizi, dal momento che oltre alle normali attività di assistenza i medici presentano sempre più responsabilità manageriali, in particolar modo quando chiamati a dirigere unità operative o dipartimenti.

Tra questi sicuramente prioritario è il corso di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, che in Italia forma i medici di Sanità Pubblica. Tuttavia, anche nell’ambito di esso, la formazione sul tema dell’HTA non appare uniforme a livello nazionale, probabilmente anche in ragione del fatto che si tratta di una disciplina relativamente nuova nell’ambito degli insegnamenti di Igiene. A confermare questo dato nel 2018 è stato pubblicato uno studio che ha rappresentato lo stato dell’arte della formazione sull’HTA, mostrando come la maggior parte dei medici in formazione specialistica in Igiene e Medicina Preventiva non abbia a disposizione un corso specifico su questa materia nella propria scuola [8].

La formazione sull’HTA rappresenta tuttavia uno step imprescindibile sia per la corretta produzione di report HTA sia per il loro adeguato utilizzo. Data tuttavia la natura multidisciplinare dell’HTA e la presenza di figure che da una parte producono HTA e dall’altra lo utilizzano, è necessario che i percorsi formativi siano diversificati e calibrati – nei contenuti e nei livelli di approfondimento – sulle funzioni che i diversi attori del sistema sanitario saranno chiamati ad assolvere. Per questo si ritiene opportuno valutare non solo come l’HTA venga affrontato nei percorsi di formazione specialistica, ma anche nei corsi di laurea di area medica.


 

 

Razionale e metodologia

Riconoscendone la centralità, ampi spazi sono stati dedicati al tema della formazione sull’HTA nel contesto del XII Congresso nazionale della SIHTA che si è tenuto a Milano ad ottobre 2019. Come meglio si possono declinare e strutturare percorsi formativi che forniscano agli operatori sanitari di oggi e di domani gli strumenti necessari per pianificare e condurre valutazioni – in collaborazione con altre figure professionali – dell’innovazione in sanità? Quali possono essere i percorsi formativi per permettere loro anche solo di interpretarle ed utilizzarle nei diversi ambiti clinici? Abbiamo ritenuto di fornire il nostro contributo alla discussione approfondendo il tema della formazione in HTA nello specifico dei percorsi di area medica: quanto si fa e quanto si dovrebbe fare (meglio) per avere medici e professionisti sanitari preparati ed in grado di intendere appieno la necessità e il valore di valutare le tecnologie nei diversi contesti di prevenzione, diagnosi e cura?  A queste domande si è cercato di rispondere in una sessione dedicata nel congresso SIHTA dal titolo “Innovazione Tecnologica e HTA: Formazione nelle Scuole di Specializzazione e nei Corsi di Laurea di Area Medica” i cui contenuti e risultanze sono riportati nel presente articolo.

L’obiettivo del presente lavoro è quindi quello di fornire una fotografia aggiornata sull’offerta formativa curricolare ed extra-curricolare in tema di HTA nei percorsi di area medica in Italia. La trattazione è strutturata in modo da percorrere gradualmente tutti i livelli accademici fornendo dati sull’attuale offerta formativa nei diversi contesti geografici italiani: i corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e nelle diverse professioni sanitarie, le Scuole di Specializzazione di area medica e la formazione post-laurea.  Il presente lavoro riporta quindi i risultati di due raccolte di dati originali: una sui contenuti in tema di HTA dei programmi accademici dei Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia e delle professioni sanitarie (relativi all’anno accademico 2019-20) e una relativa all’offerta formativa extra-curricolare sull’HTA. Completano il lavoro una trattazione narrativa sugli aspetti normativi e sostanziali della formazione in tema di HTA nel contesto delle scuole di specializzazione di area medica e un aggiornamento puntuale sul ruolo svolto dalle società scientifiche che si occupano di Sanità Pubblica, a livello nazionale ed europeo, a supporto delle attività formative accademiche.


 

 

Formazione nei corsi di laurea di area medica

La ricerca, attraverso i siti web disponibili, dei termini “HTA”, “valutazioni tecnologiche in sanità” ed equivalenti nei programmi di insegnamento per l’anno accademico 2019-2020 delle università italiane con corsi di laurea in Medicina e Chirurgia (Laurea Magistrale – LM), Infermieristica (Laurea Triennale – LT), Scienze delle Professioni Sanitarie – Tecniche Diagnostiche (LM) e Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia (LT), ha permesso di tracciare il seguente quadro.

Nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia, l’HTA è risultato inserito nei programmi di insegnamento di 7 delle 44 università italiane accreditate (D.M. 595 27/06/2019). Inoltre, in due delle medesime sedi, è emersa anche l’offerta di corsi di didattica opzionale/elettiva sul tema.

Per il corso in Infermieristica, solo 4 sedi su 44 (D.M. 616 08/07/2019) offrono un corso nel cui programma è previsto l’HTA.

Con riferimento invece al corso di LM in Tecniche Diagnostiche, disponibile in Italia in sole 12 sedi (D.M. 678 22/07/2019), l’HTA viene menzionato come modulo specifico all’interno di un corso integrato di un’unica sede.

Infine, per il corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica, 3 su 38 università (D.M. 616 08/07/2019) erogano formazione sull’HTA.

Riepilogando, l’insegnamento sull’HTA è presente nel 16% dei corsi di Medicina e Chirurgia (LM), nel 9% di quelli di Infermieristica (LT) e nell’8% di quelli di Tecniche Diagnostiche (LM) e di Radiologia Medica (LT).

Nel 60% dei casi l’insegnamento ricade nel settore scientifico-disciplinare MED/42 (Igiene generale e applicata), quindi in seno ai corsi di Igiene e Sanità Pubblica, nel 33% in SECS-P/06 e 07 (Economia Applicata ed Economia Aziendale), quindi in insegnamenti con un focus su valutazioni economiche, e nel 7% in MED/50 (Scienze Tecniche Mediche e Applicate). Nonostante quest’analisi sia unicamente basata sui programmi didattici reperiti dai siti internet istituzionali degli Atenei italiani, per cui preliminare rispetto ad una raccolta dati puntuale, essa suggerisce come ci siano ampi margini di miglioramento rispetto all’estensione e all’armonizzazione della formazione in HTA nei percorsi di laurea di area medica.


 

 

Offerta formativa post-laurea

Corsi di specializzazione di area medica

Nell’ambito del percorso di specializzazione medica è opportuno che ciascuno acquisisca competenze necessarie per una corretta gestione della tecnologia sanitaria. L’European Union of Medical Specialists (EUMS) ha rilasciato un documento che definisce quali debbano essere tali competenze riportando, nella prima parte dedicata a tutte le discipline specialistiche, che “All trainees should have training in administration, management and economics of specialized medicine” [9]. Ossia è riconosciuta l’importanza dell’insegnamento dei concetti dell’economia sanitaria e dell’HTA in tutte le aree specialistiche.

Per quanto riguarda la scuola in Igiene e Medicina Preventiva la normativa vigente stabilisce che la formazione includa il tema dell’HTA. In particolare, il D.M. 402 del 13.06.2017, recante gli standard, i requisiti e gli indicatori di attività formativa e assistenziale delle scuole di specializzazione di area sanitaria [10], include tra gli standard la collaborazione ad almeno una valutazione di tecnologie sanitarie sotto il profilo dell’affidabilità, della sicurezza, dei rapporti costi-beneficio, costi-efficacia, costi-utilità, aspetti etici e giuridici. Seppur il fornire al medico specialista in igiene gli strumenti conoscitivi per sviluppare o interpretare le valutazioni di appropriatezza d’uso delle tecnologie sanitarie riconosca il suo razionale nello scenario demografico, epidemiologico ed economico corrente, quanto questo bisogno formativo sia effettivamente colmato nelle 35 scuole di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva in Italia non è ancora del tutto chiaro.

Nel 2018, Rosso et al. [8] hanno condotto e pubblicato uno studio osservazionale descrittivo al fine di mappare la distribuzione sul territorio nazionale dei corsi di insegnamento in materia di HTA nel contesto delle scuole di specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva italiane e di valutare le conoscenze e le aspettative riguardo all’HTA dei medici in formazione specialistica iscritti ai primi tre anni di corso. Gli autori, nell’ambito delle attività del gruppo di lavoro HTA della Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica (SItI), hanno realizzato un questionario online, sottomesso tra luglio e settembre 2017 ai medici in formazione specialistica afferenti alle 35 scuole italiane. Il questionario era composto da due sezioni, la prima focalizzata sull’offerta formativa, gli interessi e le aspettative, mentre la seconda orientata alla valutazione delle conoscenze. Il tasso di rispondenza al questionario è stato del 65.7% (178/271 medici) e il 77.5% dei rispondenti si è lamentato della mancanza nella propria sede (o ha riferito di non essere a conoscenza dell’eventuale presenza) di un corso che approfondisse la tematica dell’HTA, con percentuali significativamente superiori al Centro e al Sud, in particolare, rispetto al Nord. Il 71.3% dei rispondenti aveva tuttavia già sentito parlare di HTA ma, di questi, la maggior parte (74.2%) non aveva partecipato a seminari, corsi o master, bensì aveva approfondito il tema attraverso la lettura di libri, articoli scientifici o studi (51.7%). Il risultato più significativo emerso dallo studio è stato quello relativo all’altissima percentuale di medici in formazione specialistica – il 96.1% – interessati a ricevere maggiori informazioni e formazione sulla tematica dell’HTA.

Analogamente, un sondaggio nazionale svolto nel 2019, i cui risultati non sono stati tuttavia pubblicati, e rivolto alle scuole di Medicina Nucleare con l’obiettivo di rilevare le principali occasioni formative in tema di HTA concretamente fruite dai propri medici in formazione specialistica ha dimostrato che:

  • alcuni neo-specializzandi, all’inizio del loro percorso formativo, erano già venuti a contatto con i temi dell’HTA di Igiene e Sanità Pubblica dei corsi di laurea in Medicina e Chirurgia;
  • nel percorso formativo specialistico un buon numero di studenti acquisisce competenze in tema HTA poiché alcune scuole hanno già attivato corsi di economia aziendale ed economia e gestione delle imprese, sulla base di quanto previsto dagli ordinamenti didattici del Ministero dell’Istruzione;
  • un eccellente mezzo attraverso il quale gli specializzandi possono acquisire conoscenze in ambito di valutazioni è la partecipazione a congressi. A titolo esemplificativo si ricorda come nel XIV congresso nazionale dell’Associazione Italiana di Medicina Nucleare (AIMN) (Rimini, 11-14 aprile 2019) ci sia stata una sessione congiunta con la SIHTA e come il 48% dei medici in formazione specialistica che ha partecipato al congresso abbia preso parte alle sessioni dedicate all’HTA. All’interno dell’AIMN, inoltre, gli specializzandi hanno la possibilità di partecipare al “Gruppo di Studio di Management e HTA” che propone attività congressuali e promuove la pubblicazione di contributi scientifici sui temi dell’HTA.

Il sondaggio ha tuttavia mostrato come sia necessario ancora un importante lavoro per raggiungere una diffusione capillare della cultura dell’HTA e sensibilizzare i giovani medici sull’importanza dei principi della gestione efficace delle risorse e della sostenibilità economica nella promozione del bene salute.


 

 

Dottorati di ricerca

In virtù dell’estrema attualità e rilevanza, l’approfondimento dei principi, degli obiettivi e dei metodi dell’HTA costituisce un valido percorso da intraprendere anche nel post-laurea, nel contesto dei dottorati di ricerca. È tuttavia da sottolineare come la carriera accademica e di ricerca non rappresenti la strada più comunemente intrapresa dal giovane laureato in corsi di laurea di area medica e come, di conseguenza, vi sia una scarsità di percorsi dedicati in dottorati di scienze e di sanità pubblica, a differenza di quanto accade in dottorati di ambito economico, ingegneristico e tecnologico. Nell’offerta formativa corrente, la maggior parte delle opportunità è correlata alla conduzione di progetti ad hoc in istituti con consolidata esperienza in ambito di HTA [11, 12], mentre all’estero vengono costruiti percorsi dedicati [13, 14, 15].


 

 

Master e corsi di perfezionamento/aggiornamento

L’indagine condotta sull’offerta formativa di master e corsi di perfezionamento e aggiornamento tiene in considerazione percorsi formativi di almeno 14 ore erogati a partire dall’anno accademico 2018/2019 e si è basata su una ricerca libera sul web, con verifica telefonica o via posta elettronica.

Sono stati identificati 16 percorsi formativi strutturati, promossi da 13 diversi enti di cui due master universitari di 2° livello di 1500 ore, che prevedono un accesso con laurea magistrale ed una composizione della classe limitata ad un massimo di 25-30 partecipanti, e due corsi di perfezionamento più una serie di ulteriori corsi di aggiornamento.

Il master in “Valutazione e Gestione delle Tecnologie Sanitarie”, proposto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per iniziativa dell’Alta Scuola di Economia e Management dei Sistemi Sanitari (ALTEMS) e realizzato in collaborazione con AIFA, AgeNas, Associazione Italiana Ingegneri Clinici (AIIC), Società Italiana di Farmacia Ospedaliera e dei Servizi Farmaceutici delle Aziende Sanitarie (SIFO) e SIHTA, si pone l’obiettivo di fornire un’approfondita conoscenza dell’HTA, dei suoi strumenti operativi e delle sue applicazioni nella realtà sanitaria nazionale e regionale.

Il master in “Health Technology Assessment e Market Access”, proposto dall’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”, si pone il fine di formare operatori del settore sanitario in grado di utilizzare le tecniche e gli strumenti messi a disposizione dall’HTA e dal market access.

Sul fronte dei corsi di perfezionamento, il “Corso di Alta Formazione per l’Health Technology Assessment” della Liuc Business School, della durata di 142 ore in un anno, rivolto sia a neolaureati che a professionisti, ha l’obiettivo di far acquisire le competenze necessarie all’effettuazione di valutazioni economiche e all’individuazione e implementazione di modelli decisionali. Anche l’Università Cattolica del Sacro Cuore e l’ALTEMS offrono un corso di 64 ore dal titolo “Valutazioni economiche e modelli decisionali per l’Health Technology Assessment” che intende fornire una panoramica aggiornata sui principali metodi per la valutazione economica delle tecnologie sanitarie in un’ottica di HTA.

Nell’ambito dell’offerta dei corsi di aggiornamento, alcuni hanno l’obiettivo di formare specifiche categorie di professionisti. Questo è il caso del “Corso sul coinvolgimento dei cittadini e dei pazienti nell’HTA al livello regionale” (65 ore), promosso da Cittadinanzattiva e dall’Agenzia Regionale strategica per la Salute e il Sociale della Puglia e destinato a 30 persone tra referenti di organizzazioni civiche con ruoli di responsabilità e operatori regionali, che ha la finalità di favorire la diffusione di un modello di coinvolgimento di cittadini e pazienti nei processi di HTA. Questo corso si inquadra nell’ambito delle iniziative formative in tema di HTA promosse da Cittadinanza Attiva con la Scuola civica di alta formazione a partire dal 2012, con le prime tre edizioni di livello nazionale e la quarta interregionale con il coinvolgimento di Veneto, Friuli Venezia Giulia e Province autonome di Trento e Bolzano.

Anche per il corso “Formazione in valutazione dei dispositivi medici” (55 ore), promosso dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, i 30 destinatari sono selezionati tra soli dipendenti di enti pubblici, con lo scopo di condividere a livello regionale un modello di valutazione dei dispositivi medici non candidabili a HTA.

Tra le altre iniziative formative aperte invece a tutti i professionisti, l’Università Cà Foscari di Venezia realizza l’“Health Technology Assessment Lab”, un percorso di 40 ore destinato a coloro che operano nel settore farmaceutico o dei dispositivi medici, nel mondo della ricerca scientifica clinica e nel campo decisionale in sanità. Questa iniziativa si propone di trasferire conoscenze chiave in ambito di HTA e di valutazione economica, per governare le scelte tecnologiche e gestionali nella complessità dei percorsi attuali di diagnosi, cura e assistenza.

La SDA Bocconi propone due differenti percorsi formativi, uno introduttivo e uno avanzato, dal titolo “Hta e Value-Based Healthcare”, entrambi della durata di 28 ore e pensati per le professioni sanitarie, i decisori pubblici e le imprese fornitrici del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Il corso permette di esplorare le diverse dimensioni del concetto di value-based healthcare e le principali fasi del processo di HTA.

Un corso per esperti di tecnologie sanitarie all’interno del settore dei dispositivi medici è, invece, quello proposto da Confindustria Dispositivi Medici dal titolo “Hta & Value-Based Healthcare – Focus Sui Dispositivi Medici”. Il corso, di 24 ore, si occupa dell’utilità dell’HTA in una logica di market access, dell’organizzazione dell’HTA a livello nazionale e dei relativi trend futuri.

Infine, tra i corsi di due giornate formative, si segnalano: il corso “Health Technology Assessment – Corso introduttivo su teoria, pratica e ambiti di applicazione” dell’Università Vita Salute San Raffaele, in collaborazione con l’Accademia Lombarda di Sanità Pubblica, SItI e SIHTA, avente l’obiettivo di introdurre la teoria e i principi dell’HTA, approfondirne gli aspetti metodologici e l’inquadramento normativo; il corso promosso dalla Fondazione GIMBE, destinato ai professionisti coinvolti nel processo di acquisizione, dismissione, sperimentazione e valutazione di impatto delle tecnologie sanitarie, dal titolo “Health Technology Assessment – Come utilizzare i report di HTA e di Horizon Scanning per l’acquisizione e la dismissione delle tecnologie sanitarie” e il corso “Pratiche di HTA per il farmacista ospedaliero”, promosso per i propri membri dalla SIFO, in collaborazione con SIHTA, con l’obiettivo di fornire una formazione specifica sui risvolti concreti dell’applicazione delle logiche e dei metodi dell’HTA nella gestione quotidiana dei farmaci.


 

 

Il ruolo delle società scientifiche

La formazione in tema di HTA, oltre a svolgersi in ambito accademico, si sviluppa a livello societario grazie all’impegno dei gruppi di lavoro che si occupano della tematica sia a livello nazionale, nella SItI, sia a livello europeo nella European Public Health Association (EUPHA). I due gruppi di lavoro, entrambi nati nel 2014 e supportati da gruppi ristretti e allargati di partecipanti, si configurano come piattaforme per lo scambio e la diffusione di competenze ed esperienze sui temi dell’HTA applicato in particolare alla sanità pubblica. Nel piano strategico dei due gruppi di lavoro, oltre alla promozione di attività di ricerca, si inquadrano azioni di informazione e formazione che si snodano tra valutazioni dei bisogni formativi dei professionisti sanitari e diffusione di conoscenze in merito ai contenuti, ai metodi e ai risultati dei processi di HTA attraverso sia attività congressuali sia azioni ad hoc.

Le attività congressuali rappresentano indubbiamente un momento di avanzamento delle conoscenze e, a testimonianza di ciò, va riconosciuto alla sezione HTA di EUPHA di aver portato all’attenzione della platea europea argomenti attuali e cogenti, come quello dell’HTA applicato alla telemedicina e della prioritarizzazione. Non va altresì dimenticato che la sezione HTA di EUPHA ha organizzato, nel corso delle conferenze di sanità pubblica di Vienna e di Stoccolma, due skill building seminar la cui prerogativa è stata quella di coinvolgere proattivamente i partecipanti in attività correlate all’HTA grazie anche alla partecipazione di EUPHAnxt, ossia il network dei giovani professionisti di sanità pubblica. Di metodi e applicazioni di HTA in sanità pubblica si è anche parlato in consessi nazionali e nell’ambito di lavori editoriali che hanno dato luce anche a un utile testo di riferimento per l’applicazione dell’HTA in sanità pubblica [16]. Quest’ultimo ha contribuito ad ampliare l’offerta di materiale formativo, già ricco di diversi testi italiani – e non solo – sui principi e sugli strumenti dell’HTA pubblicati nel corso degli ultimi dieci anni [17, 18, 19, 20, 21].

Fermo rimanendo che tutte queste attività hanno contribuito a diffondere la cultura dell’HTA, va fatta menzione anche delle vere e proprie attività di formazione di cui il gruppo di lavoro della SItI si è fatto promotore, prima nel 2015, anno in cui ha organizzato insieme all’Università Cattolica del Sacro Cuore un primo evento a Roma, e poi nel 2018, patrocinando il corso organizzato dall’Università Vita-Salute San Raffaele di cui si è riferito sopra. Proprio sulla scia di tali attività e in risposta a quanto messo in luce nella già citata survey di Rosso et al. [8] e nel sondaggio lanciato nel 2015 tra i lettori di Igienisti OnLine dal quale è emersa l’importanza attribuita alle valutazioni HTA in sanità pubblica, a fronte di conoscenze ancora scarse, il gruppo di lavoro HTA della SItI sta pianificando di organizzare un nuovo corso di formazione specificatamente dedicato agli operatori sanitari che ogni giorno gestiscono le tecnologie sanitarie e di sviluppare un pacchetto formativo per la condivisione dei contenuti di insegnamento in tema di HTA tra le scuole di specializzazione.

Oltre alle società che si occupano di sanità Pubblica, anche altre che riuniscono professionisti appartenenti ad altri ambiti professionali portano avanti attività importanti in tema di diffusione della cultura dell’HTA. Tra queste l’AIIC che, attraverso un gruppo di lavoro dedicato, ha organizzato convegni e corsi di formazione post-laurea in collaborazione con l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e con l’Università Carlo Cattaneo – LIUC.


 

 

Discussione

Quanto emerge dalla nostra rassegna sull’offerta formativa in tema di HTA a livello italiano ci permette di concludere che c’è una scarsità di insegnamenti sul tema nei corsi di laurea di area medica e nell’ambito della formazione specialistica con un’offerta invece più ampia nel post-laurea, fatta eccezione per i dottorati. Questo scenario formativo si riflette in parte anche nella difficoltà odierna nell’inserire l’HTA in modo stabile nella governance sanitaria. Tuttavia, l’argomento HTA negli ultimi anni è in costante crescita e molti articoli sono stati pubblicati per descrivere il suo sviluppo nei paesi Europei e nel mondo. Nel lavoro di Olry de Labry Lima et al. gli autori hanno indagato la diffusione dell’HTA nell’Europa centrale, orientale e sudorientale, mettendo in risalto come una della difficoltà nell’utilizzo delle metodiche di HTA in questi Paesi sia la mancanza di finanziamenti e di opportunità di formazione [22]. In letteratura non sono invece presenti molti articoli che descrivono nello specifico le diverse possibilità formative sull’HTA nei singoli Paesi. Alcuni lavori, come il già citato studio di Rosso et al., trattano della formazione di categorie specifiche di professionisti [8], altri invece parlano di alcuni corsi specifici come l’International Master Program in Health Technology Assessment and Management presentato nel lavoro di Lehoux et al. [23]. Il paper di Mueller et al. restituisce invece una visione più ampia riportando le risultanze del workshop tenutosi al meeting annuale HTAi 2014 in cui sono state presentate le diverse offerte in termini di formazione fornite dalle principali agenzie di HTA – come Charlotte Maxeke Research Cluster, Basque Office for Health Technology Assessment, Institute for Clinical Effectiveness and Health Policy – e network internazionali – come EuroScan International Network, European Network for Health Technology Assessment, Health Technology Assessments Network for the Americas, HTAsiaLink, International Network of Agencies for Health Technology Assessment – ed in seguito presentati anche alcuni programmi formativi come l’Ulysses program – International Master Program in HTA and Management e i corsi dello International Centre of Excellence for Health Technology Assessment, Health Economics and Decision Modelling, Health Services Research and Public Health dell’università di Sheffield [24].

Avere una panoramica chiara dell’offerta formativa sul tema dell’HTA a livello italiano rappresenta un presupposto fondamentale per comprendere se sia necessario, come sembra, avviare delle azioni che possano consentire alle nuove leve del mondo sanitario di acquisire le conoscenze necessarie per poter interfacciarsi con una tematica così rilevante nello scenario odierno del SSN. Riteniamo utile, sulla base di quanto presentato, prevedere un ampliamento dell’offerta formativa su più fronti con una standardizzazione dei contenuti dei programmi e un’indicazione e un’illustrazione delle  applicazioni pratiche del metodo, con lo scopo di rendere pronti i nuovi professionisti sanitari al confronto con la sfida della sostenibilità.

In questo contesto, una stretta collaborazione anche con le società scientifiche che si occupano di HTA, sia a livello nazionale che internazionale, potrebbe aiutare a sviluppare percorsi di formazione standardizzati e al contempo calibrati per le diverse figure operanti nel settore sanitario.

In questo percorso sarà chiaramente importante approfondire i contenuti della formazione che non sono stato oggetto di nostra analisi, ma che dovranno necessariamente esserlo in futuro anche per garantire la multidisciplinarietà e l’interdisciplinarietà che caratterizzano l’HTA.


 

 

Conclusioni

Con questo lavoro, che ha avuto l’obiettivo di rappresentare, seppur in maniera non esaustiva, l’offerta formativa in tema di HTA in Italia, si è voluto aprire un confronto e un dibattito finalizzato a promuovere un’attività di diffusione delle conoscenze sull’HTA a livello nazionale. Tale azione appare infatti inderogabile alla luce della scarsità e dell’eterogeneità dell’offerta formativa in Italia e della sfida della gestione sostenibile delle tecnologie e dell’offerta sanitaria che attende i professionisti sanitari di oggi e di domani.


 

 

Conflicts of interest

None declared

 

Aknowledgments

This research received no specific grant from any funding agency in the public, commercial, or not-for-profit sectors


 

References

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