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7 Febbraio 2022

GIHTAD (2022) 15:1
ARTICOLO ORIGINALE

Save Your Heart – Studio osservazionale trasversale, multicentrico, italiano, sulla presenza di fattori di rischio cardiovascolare in partecipanti affetti da ipertensione

Save Your Heart – Italian, cross-sectional, multicenter observational study on the presence of cardiovascular risk factors in participants with hypertension

Corrado Giua1, Luigi Minerba2*, Antonio Piras3, Nicolina Floris1, Flora Romano1, Eleonora Grippa4, Marie Georges Besse4, Enrico Keber1, on behalf of the SIFAC Group of Clinical Community Pharmacists (SGCP)**

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1 Società Italiana Farmacia Clinica (SIFAC), Cagliari, Italy
2 Department of Medical Science and Public Health – University of Cagliari, Cagliari, Italy
3 ATS Sardinia, Cagliari, Italy
4 Medical Affairs, Servier Italia, Rome, Italy
* Corresponding Author:
Luigi Minerba,
Dipartimento di Scienza Medica e Sanità Pubblica, Università degli studi di Cagliari, SS 554 Bivio Sestu, 09042 Monserrato CA, Italia
Tel.+39 070/51092617
Mobile: +39 3397403759
Fax: 070-51096520, 070-6753122
Email: lminerba@gmail.com
** SIFAC Group of Clinical Community Pharmacists (SGCP): Anna Battisti, Giulia Boi, Lisa Boschetti, Camilla Cavalli, Cesare Cecchini, Valerio Cimino, Gandolfo Curcio, Rita Demontis, Giuseppe Fimiani, Benedetta Fofi, Gloria Giovannelli, Eva Giua, Francesca Marson, Andrea Marzini, Stefano Miggos, Michele Modugno, Benedetta Poggetti, Vittorio Ruiu, Maria Josè Sequenza, Lorenzo Turati e Concetta Vazzana.


Abstract

Introduzione: Le malattie cardiovascolari costituiscono la causa principale di morte a livello mondiale, buona parte della popolazione non è a conoscenza dei propri fattori di rischio e/o non risulta essere adeguatamente trattata.

Metodi: SAVE YOUR HEART è uno studio osservazionale, trasversale, multicentrico, italiano, condotto in 21 farmacie comunitarie aderenti a SIFAC su pazienti di età superiore o uguale a 50 anni in trattamento antiipertensivo. È stata rilevata la presenza di fattori di rischio cardiovascolare quali pressione arteriosa, profilo lipidico e glicemia e l’aderenza alla terapia.

Risultati: Dei 512 partecipanti, il 68,0% presentava almeno un valore pressorio fuori target. Il 69,0% dei diabetici risultava avere un valore di glicemia al di sopra dei target, tra i soggetti non-diabetici (N=428) la percentuale dei pazienti con valori glicemici borderline o con iperglicemia risultava essere il 31,3%. Nei soggetti con diagnosi di ipercolesterolemia, i valori target di LDL non venivano raggiunti nel 59,3% mentre tra coloro privi di diagnosi nel 71,6%. Il 10,2% della popolazione presentava un rischio di evento cardiovascolare fatale a 10 anni molto alto.

Conclusioni: L’indagine condotta ha delineato una fotografia dello stato di salute post-pandemia da COVID-19 con elementi di criticità. Il parziale o mancato controllo dei principali fattori di rischio associati ad evento cardiovascolare fatale sottolinea la necessità di un approccio clinico che miri ad intercettare, trattare efficacemente e seguire i soggetti che non risultino essere a target, per limitare probabili conseguenze cardiovascolari a medio e lungo termine.

Keywords: Rischio cardiovascolare; Ipertensione; Diabete; Dislipidemia; Aderenza


English abstract

Introduction: Cardiovascular diseases are the leading cause of death worldwide. A large part of the population is not aware of their risk factors and/or is not adequately treated.

Methods: SAVE YOUR HEART is an observational, cross-sectional, multicenter, Italian study conducted in 21 SIFAC community pharmacies on patients aged 50 years and over undergoing antihypertensive treatment. The presence of cardiovascular risk factors such as blood pressure, lipid profile and blood glucose and adherence to therapy was assessed.

Results: Of 512 participants, 68.0% had at least one out-of-target blood pressure value. 69.0% of the diabetics had a blood glucose value above target, among non-diabetics (N=428), the percentage of patients with borderline glycaemic values or hyperglycaemia was 31.3%. Among those diagnosed with hypercholesterolaemia, the target LDL values were not reached in 59.3% and among those without diagnosis in 71.6%. 10.2% have a 10-year risk of a fatal event of greater than 10%.

Conclusions: The survey provided a snapshot of the post COVID-19 pandemic health status with critical elements. The partial or lack of control of the main risk factors associated with fatal cardiovascular events underlines the need for a clinical approach that aims to intercept, effectively treat and follow up those who are not at target, in order to limit probable cardiovascular consequences in the medium and long term.


Introduzione

Le malattie cardiovascolari costituiscono la causa principale di morte a livello mondiale [1]. Anche in Italia tali patologie rappresentano uno dei problemi di salute più rilevanti, causando nei primi quattro mesi del 2019 circa 85.700 decessi [2]. I principali fattori di rischio cardiovascolare nella popolazione italiana sono riconducibili all’ipertensione arteriosa, all’ipercolesterolemia, al diabete ed all’obesità [3]. Inoltre, l’incidenza dei fattori di rischio cardiovascolare tende ad aumentare con l’età [4].

Vi è una forte necessità di implementare azioni preventive che possano far raggiungere l’età avanzata nelle migliori condizioni di salute, agendo efficacemente sui fattori di rischio cardiovascolare [5].

Dati epidemiologici mostrano come individui ipertesi differiscano dai normotesi non solo per gli alti valori pressori [6]. Esiste una tendenza dell’ipertensione a manifestarsi in concomitanza con altri fattori, tutti indipendentemente associati con un aumentato rischio di patologie cardiovascolari. I risultati dello studio Framingham riportano che meno del 20% delle ipertensioni si manifestano in assenza di uno o più fattori di rischio, compresi elevati valori di trigliceridi e lipoproteine a bassa densità (LDL), intolleranza al glucosio, iperinsulinemia e obesità [6]. Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’ipertensione arteriosa colpisce in media il 33% degli uomini ed il 31% delle donne e circa il 30-40% delle persone tra i 35-74 anni di età non sa di presentare uno o più fattori di rischio cardiovascolare [7].

I benefici a livello cardiovascolare di attività fisica e scelte alimentari sane sono stati ampiamente dimostrati [8-11]. Inoltre, attualmente è disponibile una vasta gamma di terapie atte a ridurre drasticamente l’incidenza di eventi e malattie cardiovascolari sia in pazienti sintomatici, sia in soggetti asintomatici e – apparentemente – sani ma ad alto rischio [12-15]. Tuttavia, l’adozione di uno stile di vita sano e l’aderenza ai farmaci nel lungo termine, rimangono un bisogno clinico insoddisfatto in medicina preventiva, ma non solo [16,17].

È noto che i pazienti con patologie croniche hanno rinviato la ricerca di assistenza clinica durante il periodo di emergenza sanitaria dovuta alla pandemia di COVID-19, per la paura di contrarre infezione da coronavirus nei luoghi di cura [18,19]. Inoltre, si è verificato da parte dei medici di medicina generale (MMG) un passaggio rilevante dall’assistenza diretta al triage ed ai consulti telematici. I medici stessi hanno segnalato una compromissione della loro capacità di assistenza. Nel rapporto Salutequità del Ministero della Salute italiano è riportato uno scarto in difetto tra il 2019 e il 2020 del 67,2% per gli esami di laboratorio e del 13,0% per le visite ambulatoriali [19,20]. Le cure per patologie croniche sono state spesso rinviate con conseguenze tangibili nel medio e lungo termine [18]. Anche per quanto riguarda le terapie farmacologiche, è stata riportata una generale tendenza da parte dei pazienti a non recarsi presso le farmacie pur avendo prescrizioni ripetute, riducendo la continuità e l’aderenza ai trattamenti [20,21]. Nel presente articolo, riportiamo i risultati della campagna di screening SAVE YOUR HEART condotta nelle farmacie di comunità italiane nel 2021, il cui obiettivo era di quello di determinare, su una popolazione ipertesa, la percentuale di partecipanti con valori pressori non a target in accordo con le più recenti linee guida europee e quella ipercolesterolemica e/o diabetica non ancora diagnosticata o non adeguatamente controllata [22], oltre al livello di aderenza alla terapia antiipertensiva in atto.


Metodi

Disegno dello studio

È stato condotto uno studio osservazionale trasversale, multicentrico, coinvolgendo 21 farmacie di comunità aderenti alla Società Italiana di Farmacia Clinica (SIFAC) dislocate su 15 regioni Italiane, allo scopo di determinare in una popolazione ipertesa, la frequenza di soggetti con valori pressori non a target e la frequenza di soggetti ipercolesterolemici e/o diabetici non ancora diagnosticati o non adeguatamente controllati. Lo studio è stato approvato dal Comitato Etico ATS Sardegna – Sassari (codice di approvazione 294/2021/CE del 26/01/2021) ed è stato condotto in conformità con gli standard etici stabiliti nella Dichiarazione di Helsinki. Tutti i soggetti arruolati hanno firmato un consenso informato allo studio.

Sono stati arruolati soggetti di entrambi i sessi con età uguale o superiore ai 50 anni, ipertesi in trattamento antipertensivo, disponibili ad effettuare, in autoanalisi, la misurazione di pressione arteriosa, profilo lipidico e glicemia nonché la compilazione di un questionario sull’aderenza alle terapie in corso.

Sono state selezionate farmacie della rete SIFAC aventi una formazione specialistica nell’ambito della ricerca clinica e della valutazione dei parametri di interesse, che avessero inoltre disponibilità di strumentazione idonea ad eseguire tale valutazione. Sono state raccolte le seguenti informazioni: presenza di fattori di rischio cardiovascolare (età, abitudine al fumo, eventi cardiovascolari pregressi riferiti, malattia renale cronica riferita); dati demografici; eventuale diagnosi nota di ipercolesterolemia e/o diabete; trattamenti farmacologici assunti; pressione arteriosa (diastolica e sistolica), profilo lipidico (colesterolo totale, lipoproteine ad alta densità [HDL] e LDL) e glicemia; aderenza ai trattamenti in corso.

Obiettivi dello studio

Gli obiettivi dello studio erano valutare la prevalenza di soggetti non a target per l’ipertensione, l’ipercolesterolemia e/o diabete secondo linee guida europee [22,23,24], valutare la relazione tra aderenza e controllo della pressione arteriosa, valutare il livello di rischio di malattie cardiovascolari fatali a 10 anni e valutare il livello di aderenza in relazione al numero dei trattamenti assunti.

Parametri e misurazioni

La misurazione della pressione arteriosa è stata effettuata autonomamente dal partecipante in posizione seduta, riportando valori minimo e massimo (mmHg) con uno sfigmomanometro digitale automatico (Automatic Blood Pressure Monitor Omron Model M6) validato [25,26]. Per la pressione sistolica sono stati considerati come target i parametri riportati sulle linee guida europee, ≤129 mmHg, al di sotto dei 65 anni o ≤139 mmHg dai 65 anni di età; per la pressione diastolica ≤79 mmHg, indipendentemente dall’età [22].

Le misurazioni della glicemia e del profilo lipidico sono state eseguite a digiuno, per capillarità, a seguito della foratura del polpastrello con apposito pungidito (mg/dL, strumentazione a chimica liquida, certificata a livello europeo, con accuratezza e precisione ≥95%). Per valutare il raggiungimento dei target glicemici nella popolazione diabetica, alla luce dei limiti analitici delle farmacie valutatrici, impossibilitate nella valutazione dell’emoglobina glicosilata come da linee guida ESC-EASD del 2019, sono stati considerati i valori di glicemia riportati nelle linee guida ESC-EASD del 2013 [24,27]: il valore soglia di glicemia era ≤120 mg/dl per i soggetti a target e >120 mg/dl per i soggetti non a target. Per quanto riguarda la popolazione non diabetica sono stati valutati i livelli glicemici distribuendoli in base ai criteri definiti dalla World Health Organization: normoglicemia <110 mg/dl, glicemia borderline 110 – 125 mg/dl, iperglicemia >125 mg/dl [28].

La colesterolemia è stata valutata secondo le soglie definite dalle linee guida europee per il colesterolo totale [29] e i pazienti classificati come: normali (<200 mg/dl); borderline (≥200 e ≤239 mg/dl); ipercolesterolemici (≥240 mg/dl). È stato valutato il livello di colesterolo LDL considerando come valori target quelli derivati dall’insieme delle seguenti informazioni: sesso, età, tabagismo, pressione arteriosa e colesterolo totale utilizzati per il calcolo del rischio di evento cardiovascolare fatale a 10 anni (algoritmo SCORE) [30]. Solo a seguito della valutazione del rischio cardiovascolare unitamente con l’eventuale presenza di pregressi eventi cardiovascolari nella vita del paziente, è stato possibile definire i valori target di colesterolo LDL (Tabella 1) [23]. L’aderenza alle terapie antipertensive è stata valutata a mezzo del questionario Hill-Bone scale (Medication Adherence Scale10, versione tradotta in italiano): il punteggio complessivo su 9 domande varia tra 9 e 36 (ad ogni domanda può essere attribuito un punteggio da 1 [“mai”] a 4 [“sempre”]) [31].

Tabella 1. Definizione dei valori target di colesterolo LDL (C-LDL)

Target C-LDL Non a Target C-LDL
Rischio <1% ≤ 115 mg/dl ≥ 116 mg/dl
Rischio 1-4% ≤ 99 mg/dl ≥ 100 mg/dl
Rischio 5-9% ≤ 69 mg/dl ≥ 70 mg/dl
Rischio ≥10% ≤ 54 mg/dl ≥ 55 mg/dl

* se evento cardiovascolare previo, il soggetto per essere definito a target per LDL dovrà presentare valori ≤ 54mg/dl, non sarà a target con valori ≥ 55 mg/dl

Metodi Statistici

È stato stimato un campione di circa 500 soggetti considerando una prevalenza dell’obiettivo principale pari al 40%, un margine di errore del 4,5%, con un grado di fiducia del 95%. I dati qualitativi sono stati tabulati con frequenze e percentuali e relativi intervalli di confidenza al 95% (IC95%), i dati quantitativi sono stati riassunti con medie, range, e deviazioni standard e relativi intervalli di confidenza al 95%, i confronti tra i sottogruppi sono stati effettuati tramite test non parametrici per campioni indipendenti (a=0,05). Per le analisi statistiche è stato utilizzato il software SPSS v.27.


Risultati

Caratteristiche al basale

Sono stati arruolati 512 soggetti tra maggio 2021 e luglio 2021, il 54,9% uomini (N=281) ed il 45,1% donne (N=231). Le principali caratteristiche demografiche e di anamnesi del campione, comprensiva della stratificazione per genere, sono riportate in Tabella 2. Il 56,3% (N=288) dei partecipanti aveva un’età pari o superiore ai 65 anni e il 69,7% risultava essere sovrappeso o obeso (N=357, di cui 127 obesi). Il 17,2% (N=88) ha dichiarato di essere fumatore e il 14,6% (N=75) aveva avuto almeno un evento cardiovascolare pregresso. L’ipertensione era stata diagnosticata da meno di un anno nel 7,2% (N=37) dei casi, da 1 a 5 anni nel 16,8% (N=86) e da oltre 5 anni nel 76,0% dei casi (N=389). La media della pressione sistolica è risultata 132,5 mmHg (range 75-198), la media di quella diastolica era 81,9 mmHg (range 45-119). Per quanto riguarda eventuali comorbidità dichiarate, il 16,4% (N=84) dei partecipanti riferisce diagnosi di diabete e il 48,4% (N=248) diagnosi di ipercolesterolemia. Oltre l’ipertensione il 43,4% (IC 95% 41,6%-50,2%, N=222) dei partecipanti ha dichiarato una comorbidità, mentre il 10,7% (IC 95% 8,0%-13,4%, N=55) due. La media del colesterolo totale è risultata 180,6 mg/dL (range 75-395) [IC95% 177,08-184,17], quella dell’LDL 100,2 mg/dL (range 2-264) [IC95% 96,84-103,45] e quella dell’HDL 52,9 mg/dL (range 20-140) [IC95% 51,48-54,30]. La media della glicemia è risultata 110,8 mg/dL (range 36-353) [IC95% 108,22-113,33].

Tabella 2. Caratteristiche demografiche e anamnestiche della popolazione totale in studio (N=512) e stratificata per genere

Caratteristiche popolazione Popolazione totale

% (N) [IC95%]

Maschi

% (N)

Femmine

% (N)

P value*
Sesso
Maschi 54,9 (281) [50,6%-59,2%]
Femmine 45,1 (231) [40,8%-49,4%]
Età
50-64 anni 43,7 (224) [39,5%-48,1%] 43,8 (123) 43,7 (101)
≥65 anni 56,3 (288) [52,0%-60,6%] 56,2 (158) 56,3 (130)
Evento CV pregresso 14,6 (75) [11,5%-17,7%] 11,7 (53) 9,5 (22)
Malattia Renale 2,5 (13) [1,1%-3,9%] 2,1 (6) 3,0 (7)
Diagnosi Ipertensione
≤1 anno 7,2 (37) [5,0%-9,4%] 6,0 (17) 8,7 (20)
>1 anno e <5 anni 16,8 (86) [13,6%-20,0%] 17,1 (48) 16,4 (38)
≥5 anni 76,0 (389) [72,3%-79,7%] 76,9 (216) 74,9 (173)
BMI <0.001
Normopeso 30,3 (155) [26,3%-34,3%] 21.7 (61) 40.7 (94)
Sovrappeso 44,9 (230) [40,6%-49,2%] 52.0 (146) 36.4 (84)
Obeso 24,8 (127) [21,1%-28,5%] 26.3 (74) 22.9 (53)
Fumatori 17,2 (88) [13,9%-20,5%] 16,0 (37) 18,1 (51) NS
Parametri pressori mmHg ± SD [IC95%]
Pressione Sistolica Media 132,5 ± 16,1 [131,1-133,9] 134,6 ± 15,2 129,9 ± 16,8 <0,05
Pressione Diastolica Media 81,9 ± 10,3 [81,0-82,8] 82,8 ± 10,5 80,9 ± 10,6 NS
Parametri metabolici mg/dL ± SD [IC95%]
Colesterolo Totale Medio 180,6 ± 40,8 [177,1-184,2] 171,4 ± 37,4 191,8 ± 41,9 <0,05
Colesterolo LDL Medio 100,1 ± 38,0 [96,8-103,4] 95,9 ± 37,0 105,3 ± 38,7 <0,05
Colesterolo HDL Medio 52,9 ± 16,2 [51,5-54,3] 48,9 ± 14,4 57,8 ± 16,9 <0,05
Glicemia Media 110,8 ± 29,4 [108,2-113,3] 114,8 ± 33,3 105,7 ± 23,0 <0,05

BMI, indice di massa corporea; CV, cardiovascolare; HDL, High Density Lipoprotein; LDL, Low Density Lipoprotein; NS, Non significativo; SD, deviazione standard;

*P value, relativo alla differenza tra i sottogruppi di genere diverso calcolato utilizzando il Test U di Mann Withney

Per il 26,2% dei partecipanti (N=134) le ultime analisi di laboratorio risalivano a più di un anno dalla data dell’intervista (per il 4,5%, N=23, a più di tre anni). Relativamente ai trattamenti antipertensivi, il 46,5% della popolazione utilizzava combinazioni a dose fissa (FDC); Dei 248 pazienti con diagnosi di ipercolesterolemia, il 94,8% (N=235) risultava trattato e di questi il 12,8% (N=30) assumeva FDC. Infine, dei pazienti diabetici in trattamento, pari al 97,6% (N=82) della popolazione con diagnosi di diabete, il 17,1% (N=14) utilizzava FDC.

Target dei valori pressori, colesterolemici e glicemici

Il 68,0% (N=348) dei pazienti è risultato non a target per i valori pressori (Figura 1). Nello specifico, il 36,7% (N=188) non lo era né per la pressione sistolica né per quella diastolica, il 5,3% (N=27) per la sola pressione sistolica, e il 26,0% (N=133) per la sola pressione diastolica.

Figura 1. Percentuale dei soggetti a target e non a target per valori pressori

Solo per il 6,4% dei partecipanti il valore del colesterolo totale risultava ≥240 mg/dL mentre il 65,6% (N=336; IC95% 61,5-69,7) della popolazione di studio è risultata non a target per i valori di LDL. Tra i soggetti senza e con diagnosi di ipercolesterolemia, i soggetti non a target per le LDL erano rispettivamente il 71,6% (N=189) ed il 59,3% (N=147) (Figura 2).

Figura 2. Distribuzione dei soggetti a target e non a target per C-LDL in base alla diagnosi o meno di ipercolesterolemia

Il controllo della glicemia nella sottopopolazione diabetica ha riportato il 69% dei soggetti come non a target, mentre nella popolazione priva di diagnosi di diabete (N=428) il 31,3% (N=134) ha riportato valori borderline o iperglicemici.

Relativamente alla prevalenza di partecipanti non a target in due o più patologie considerate, è emerso che 240 soggetti (46,9%, IC95% 42,6-51,2) erano ipertesi non a target con anche valori di LDL non a target, 54 (10,5% IC95% 7,8-13,2) erano ipertesi non a target con anche valori glicemici non a target e 31 soggetti ipertesi non a target presentavano valori glicemici e di LDL non a target (6,1%, IC95% 4,0-8,2). Infine, 45 partecipanti (8,8% IC95% 6,3-11,3) risultavano non a target per i valori di glicemia ed LDL.

Valutazione dell’aderenza alla terapia

L’83% (N=426) dei partecipanti ha totalizzato un punteggio pari o superiore a 34 (su un massimo di 36) al questionario Hill-Bone scale per il trattamento antiipertensivo evidenziando un livello elevato di aderenza. Il 55,7% (N=285) è risultato essere totalmente aderente alle terapie, mentre il 44,3% (N=227) presentava una o più risposte associabile ad una possibile criticità. Di questi ultimi il 27,1% (N=139) dimenticava di assumere i propri medicinali per l’ipertensione “alcune volte” ed il 25,6% (N=131) non prendeva le proprie medicine per disattenzione “alcune volte”. Non si evidenzia alcuna differenza statisticamente significativa riconducibile al numero di trattamenti tra le varie sottopopolazioni e tra i sottogruppi target e non target relativamente alla pressione sistolica e diastolica.

Rischio di eventi cardiovascolari fatali a 10 anni

Correlando i dati relativi a sesso, età, valori pressori rilevati, colesterolo totale, e abitudini tabagiche, è stato possibile valutare il rischio di eventi cardiovascolari fatali a 10 anni, il 48,6% (N=249) è risultato essere a rischio alto o molto alto. In particolare, il 38,5% (N=197) dei pazienti si attestava nel range 5-9% (alto) mentre il 10,2% (N=52) riportava un rischio pari o superiore al 10% (molto alto) (Figura 3).

Figura 3. Distribuzione partecipanti all’indagine in relazione al livello di rischio CV e target C-LDL


Discussione

Lo studio ha descritto lo stato di salute di una popolazione di soggetti ipertesi in trattamento specifico. Dai risultati dell’indagine emerge come il controllo di alcuni importanti fattori di rischio per le problematiche cardiovascolari, presenti in questi pazienti alcune criticità. Infatti, ampia parte dei partecipanti non presenta i target definiti per pressione arteriosa, glicemia e colesterolo LDL con livelli di rischio cardiovascolare elevati o molto elevati [30]. In particolare, quasi la metà dei soggetti arruolati presentava un rischio cardiovascolare alto o molto alto con una probabilità di incorrere in un evento cardiovascolare fatale a 10 anni dal 5% a oltre il 10%. Il dato risulta essere ancora più preoccupante se si considera che l’algoritmo SCORE utilizzato per lo studio, preveda solo il rischio di eventi fatali. Recentemente sono state introdotte due nuove carte del rischio cardiovascolare (SCORE2 e SCORE-OP) che valutano nella popolazione europea rispettivamente al di sotto e al di sopra dei 70 anni, il rischio a 10 anni di malattie cardiovascolari fatali e non [32,33]. Sulla base di questo aggiornamento la percentuale dei pazienti inclusi nello studio ad alto o molto alto rischio di incorrere ad eventi cardiovascolari fatali e non, aumenterebbe notevolmente.

Questi risultati sottolineano l’importanza del controllo dei fattori di rischio nei soggetti in trattamento antipertensivo per intercettare coloro i quali sottovalutano o non sono a conoscenza dei potenziali danni a cui sono esposti. Per quanto riguarda l’aderenza alla terapia antipertensiva misurata con un questionario, emerge come, nonostante il punteggio medio sia elevato, oltre il 40% dei pazienti risulti solo parzialmente aderente e questo può condizionare l’efficacia dei trattamenti stessi determinando un parziale o mancato controllo dei parametri pressori. Tali dati sono paragonabili a quelli ottenuti da altri studi che rilevano come una quota, che può variare dal 43% al 66% dei soggetti ipertesi, non riesce ad essere completamente aderente alla terapia, più specificatamente nella non costanza dell’assunzione della dose prescritta [34,35].

Da sottolineare come, nonostante tutti i partecipanti fossero in trattamento antipertensivo, il 68% è risultato non a target dal punto di vista pressorio. Questo dato si distacca dalla percentuale di pazienti non a target per l’ipertensione emersa dall’ultimo rapporto OsMed (43,4%) [36]. Una possibile spiegazione per tale discostamento potrebbe essere riconducibile ai diversi valori soglia utilizzati nelle linee guida europee [22].

Per quanto riguarda i partecipanti in trattamento con diagnosi di ipercolesterolemia, solo il 40,7% è risultato essere a target per i valori di LDL, confermando quanto già evidenziato dallo studio DA VINCI il quale ha dimostrato nel complesso un ancor più basso numero di pazienti (33%) che ha raggiunto i più rigorosi obiettivi LDL delle linee guida ESC/EAS del 2019 rispetto quelli indicati nel 2016 [37].

Un altro aspetto interessante che emerge dallo studio riguarda i pazienti ad alto rischio cardiovascolare con comorbidità: una quota importante di partecipanti che avevano dichiarato di non soffrire di ipercolesterolemia e/o di diabete presentava valori di LDL (71,2%) e glicemia (31,3%) classificabili come non nella norma. È fondamentale che i MMG siano informati sui rischi a cui i loro assistiti si trovano esposti, assistiti i quali dimostrano di trovarsi in una condizione di fragilità, probabilmente aggravata da più di un anno di pandemia, nel quale sia le visite di routine che le analisi di laboratorio hanno subito un drastico decremento rispetto ai numeri pre-pandemia [20].

Limitazioni del presente studio sono ascrivibili alla mancata correzione statistica per sesso, età ed anni di diagnosi ed al fatto che non siano stati presi in considerazione altri fattori, in particolare quelli comportamentali che sarebbero stati di difficile misurazione oggettiva. Inoltre, tutti i parametri clinici derivano da autoanalisi ed i parametri biologici sono stati ottenuti da campioni di sangue capillare. Tuttavia, la robustezza dei risultati dello studio è data dalla numerosità del campione in esame.

Lo sviluppo e l’implementazione di approcci preventivi e terapeutici basati sull’evidenza devono essere supportati in tutti i Paesi da sorveglianza e monitoraggio sanitario in particolare in Italia dove, a causa dell’invecchiamento della popolazione, fattori di rischio cardiovascolare non adeguatamente controllati possono contribuire in modo critico ad incrementare il carico di morbilità e mortalità globale [38].


Conclusioni

Le malattie cardiovascolari rimangono la principale causa di morte a livello globale. I trattamenti farmacologici posso ridurre sostanzialmente morbilità e mortalità cardiovascolare, ma l’efficacia di tali interventi è limitata nel caso di non-aderenza o di interruzione precoce della terapia. Le linee guida europee stesse raccomandano un approccio diagnostico-terapeutico da adattarsi alle singole caratteristiche di questi pazienti complessi con un focus mirato sulla stratificazione del rischio cardiovascolare e sulla semplificazione dello schema terapeutico ove possibile. D’altro canto, l’indagine condotta sui pazienti ipertesi ha restituito una fotografia preoccupante dello stato di salute post pandemia da COVID 19 di questa popolazione, suggerendo la necessità di una sorveglianza che preveda più attori quali medico specialista, MMG e farmacista, oltre ad una maggiore consapevolezza da parte del paziente stesso del rischio che corre. In tale contesto il farmacista di comunità può svolgere un ruolo considerevole all’interno del team di cura: intercettando soggetti a rischio, conducendo un’educazione personalizzata e reindirizzando ai MMG situazioni particolarmente critiche. Il parziale o mancato controllo dei principali fattori di rischio cardiovascolare emerso dallo studio, sottolinea la necessità di un approccio clinico che miri ad identificare, trattare efficacemente e seguire nel tempo i soggetti che non risultino essere a target per tali fattori, al fine di contenere probabili conseguenze cardiovascolari a medio e lungo termine [39].


Ringraziamenti

Desideriamo ringraziare Marco Tilotta di Servier Italia, per il prezioso contributo al progetto e Lisa Argnani il cui supporto alla stesura dell’articolo in qualità di medical writer è stato finanziato da Servier Italia.


Conflitto di interesse

Gli autori Corrado Giua, Luigi Minerba, Antonio Piras, Nicolina Floris, Flora Romano ed Enrico Keber dichiarano di non aver alcun conflitto di interesse.

Finanziamento

Questo studio è stato finanziato da Servier Italia.


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