UNA FINESTRA SUL MONDO

European Board of Physical and Rehabilitation Medicine: intervista alla Professoressa Maria Gabriella Ceravolo

Federica BRESSI

Professore Ordinario di Medicina fisica e riabilitativa (Fisiatra – Fondazione Policlinico Universitario Campus Bio-Medico)

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Come e quando nasce questa iniziativa?

Lo European Board of Physical and Rehabilitation Medicine (EB-PRM) nasce più di 30 anni fa, come espressione della Section for PRM, istituita in seno alla Unione Europea dei Medici Specialisti (UEMS) mediante statuto separato nel 1991.

L’EB-PRM rappresenta la prima istituzione europea della nostra disciplina ad avere come obiettivo la condivisione e lo sviluppo di uno standard europeo in tema di formazione post-laurea degli specialisti fisiatri. L’impresa era particolarmente visionaria e lungimirante all’epoca, quando, dopo la caduta del muro di Berlino, si era reso necessario gestire la richiesta crescente di mobilità dei cittadini europei per scopi professionali e sanitari. Definire standard per la formazione specialistica significava promuovere la tutela di una crescente qualità delle cure, nei Paesi dell’Unione.

Quali sono le finalità del Board?

L’EB-PRM ha contribuito negli anni alla definizione di standard europei nella formazione post-laurea dei futuri fisiatri attraverso:

  1. a) la definizione degli elementi base della conoscenza teorica e pratica necessaria alla pratica della professione del fisiatra, dettagliati inizialmente in un Core Curriculum e ampliati recentemente in un documento denominato European Training Requirements for PRM. Quest’ultimo integra il Core Curriculum con una estensiva definizione dei fondamenti della nostra disciplina, dei suoi ambiti di applicazione e dei requisiti necessari alla pianificazione, realizzazione e valutazione della qualità della formazione post-laurea dei fisiatri in Europa.

L’adesione a standard formativi è sancita da procedure di certificazione delle conoscenze e competenze dei giovani fisiatri, dei loro tutor didattici, dei Direttori delle scuole di specializzazione e delle strutture in cui la formazione si svolge.

Una volta l’anno, l’ultimo venerdì del mese di maggio, in ogni Paese europeo aderente all’UEMS, i medici in formazione e i giovani specialisti hanno l’opportunità di acquisire il titolo di Fellows del EB-PRM, superando un esame composto da 100 quesiti a scelta multipla che indagano tutte le aree del Core curriculum. In alternativa, i fisiatri che abbiano completato almeno 10 anni di attività specialistica, all’interno di una struttura riabilitativa, in integrazione con un team multidisciplinare, possono optare per la Certificazione “by equivalence”, basata sull’apprezzamento del curriculum professionale, e didattico-scientifico.

  1. b) la creazione di opportunità e condizioni per gli scambi formativi a livello internazionale,
  2. c) la promozione della formazione continua post-laurea nell’ambito di Congressi o Corsi monotematici internazionali (ad es., la European School Marseille, la Euro-Mediterranean PRM School “Haim Ring” di Siracusa),
  3. d) la produzione di materiale didattico reso accessibile su una piattaforma web dedicata (prmcollege.eu )

Qual è l’organigramma?

L’EB-PRM è composto da tanti delegati (definiti National Managers) quanti sono i Paesi affiliati all’UEMS, ed è coordinato da un Comitato Esecutivo, eletto al suo interno, e composto dal Presidente (attualmente il dr Nikolaos Barotsis), dal Presidente Eletto, dal Past President, dal Segretario Generale, e dal suo vice, dal Tesoriere, e dal suo vice.

All’interno del Board sono inoltre attivi:

– la Giuria, composta da 12 membri, che vagliano tutte le richieste di Certificazione da parte di possibili Fellows, Senior Fellows, Trainers, Directors of Training and Training Centres.

– un Examination Committee, responsabile della pianificazione, supervisione e analisi dei risultati dell’Esame Europeo per la Certificazione dei fisiatri.

– una Commissione d’appello e un Comitato per la definizione degli standard.

Quali vantaggi lavorativi possono esserci per il fisiatra a livello europeo?

Per un fisiatra, esibire una Fellowship del Board Europeo rappresenta un titolo di merito, da inserire nel curriculum vitae, e valutato per l’accesso a incarichi nazionali e internazionali, sicuramente utile a conferire maggiori opportunità di carriera in un ambiente di lavoro competitivo. Ci sono inoltre vantaggi secondari quali:

– la possibilità di confronto con uno standard professionale elevato

– la riduzione sulla quota di iscrizione a congressi internazionali di settore

– l’accesso gratuito a materiale didattico elaborato o edito a cura dei componenti del Board

– una visibilità internazionale: l’elenco degli specialisti che hanno ottenuto la certificazione è pubblicato su sito web e accessibile a tutti gli utenti della rete (https://uems-prm.eu/list-of-board-certified-prm-fellows/ ).

Quali sono gli obiettivi per il prossimo triennio?

Due obiettivi primari:

1) aggiornare il documento che definisce gli standard della formazione post-laurea (European Training Requirements for PRM), la cui versione originale è stata approvata dalla UEMS nel 2018. L’aggiornamento trae spunto soprattutto dalla necessità di riflettere il contenuto di un’importante iniziativa dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Rehabilitation Competency Framework: un costrutto che definisce nel dettaglio le competenze attese da parte degli operatori della riabilitazione.

2) sottoporre ad audit la procedura adottata per l’esame Europeo ed ottenere un giudizio positivo da parte del Council for European Specialists Medical Assessment (CESMA).

Qual è il contributo della fisiatria italiana e quanti neo-specialisti ogni anno acquisiscono la certificazione?

L’Italia è uno dei Paesi “fondatori” dell’EB-PRM e da sempre contribuisce con una rappresentanza qualificata alle iniziative pianificate. Basta citare il ruolo rivestito in passato da delegati SIMFER quali Carlo Bertolini, Franco Franchignoni, umilmente io stessa, in qualità di Presidenti del Board, e quello rivestito per molti anni da Mauro Zampolini in qualità di Segretario Generale e, più recentemente, di Presidente della Section.

Il numero dei fisiatri italiani che nel corso di 30 anni sono divenuti Fellows del Board europeo è di poco più di 400, tra i più alti in Europa, se confrontato con la rappresentatività di altri Paesi.

Ogni anno circa 15 medici in formazione/giovani specialisti sostengono l’esame europeo per la Certificazione del Diploma.

Esistono collaborazioni con altre Istituzioni Europee?

Il Board Europeo è uno dei quattro componenti della European PRM Body Alliance, assieme alla UEMS Section for PRM, la European PRM Society e la European Academy of Rehabilitation Medicine. I quattro bodies collaborano regolarmente nella realizzazione di eventi scientifici, e hanno curato la produzione del Libro Bianco della Medicina Fisica e Riabilitativa, la cui terza edizione è stata rilasciata nel 2018.

Il Presidente del Board partecipa alle decisioni assunte all’interno del CESMA, il comitato consultivo della UEMS istituito nel 2007, allo scopo di fornire raccomandazioni sulle modalità di organizzazione dell’esame Europeo per certificare le conoscenze e competenze degli specialisti.

Esistono collaborazioni con altre Istituzioni internazionali?

Una collaborazione di rilievo è quella con il gruppo operativo dell’OMS che si occupa di riabilitazione (WHO Europe Regional Office, Rehabilitation area). In questo contesto, è stata avviata una importante iniziativa finalizzata a fornire supporto educativo e scientifico ai fisiatri Ucraini, impegnati a gestire la riabilitazione in uno scenario di guerra.

Qualche consiglio per i “giovani specialisti”?

Frequentare i convegni internazionali e non rinunciare mai al confronto con i modelli organizzativi sviluppati in altri Paesi: dalla contaminazione culturale e dall’osservazione di alcune buone prassi perseguite altrove possono provenire insegnamenti utilissimi.

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