GRUPPI REGIONALI

Gruppo Regionale SIMFER Sardegna

Mauro PIRIA, Segretario SIMFER; Raffaella GAETA, Formazione; Silvia FRESU, Attività scientifica;
Cristina SANNA, Rapporti con i giovani medici; Giuseppe BERTI, Segretario SIMMFiR; Roberta PILI, Vicesegretario SIMMFiR

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La storia dell’attuale Gruppo Regionale della Simfer Sardegna risale al lontano 2008 quando il Direttivo, il cui segretario è al suo quarto mandato, con grande pazienza e perseveranza, gettò le basi per avviare un’organizzazione, che si può definire ormai consolidata.

Le principali iniziative messe in opera erano tese ad obiettivi via via sempre più ambiziosi.

Inizialmente c’è stata l’esigenza di implementare la rete di conoscenze tra i colleghi fisiatri della Sardegna, rete fino ad allora estremamente dis­gregata ed a compartimenti stagni, tra ospedalieri e territoriali, pubblici, convenzionati e privati puri.

Quest’aspetto di disgregazione è vissuto come un limite della nostra società scientifica anche da molti soci a livello nazionale e può, in una certa misura, essere il motivo dello scarso incremento di adesioni alla società stessa da parte dei giovani fisiatri, e non solo, che nella maggior parte dei casi sono impegnati nel settore privato e non si identificano nelle tematiche che più frequentemente vengono affrontate dalla società, riguardanti per lo più la riabilitazione ospedaliera e i livelli assistenziali per le disabilità complesse.

In una fase iniziale, pertanto, risultava importante conoscersi per apprezzare le specifiche competenze di ciascuno e poter collaborare tra i diversi ambienti e settings riabilitativi.

Ma ancor prima di tutto è stato necessario “censire” gli specialisti anche negli angoli più remoti dell’isola, rintracciare i loro contatti e informarli sulle iniziative che il Direttivo aveva intenzione di intraprendere così da stimolare la partecipazione al Gruppo anche attraverso il rinnovo o la nuova iscrizione alla Società Scientifica, ritenendo che questo potesse essere il primo passo per maturare il senso di appartenenza ad un Gruppo vivace e attivo.

Successivamente il Gruppo ha elaborato l’organizzazione di un ciclo di seminari, che si sono svolti nel 2010, invitando alla partecipazione le équipe ospedaliere o i singoli specialisti che avrebbero esposto, durante l’evento, l’argomento specifico di riabilitazione del quale si occupavano principalmente.

Con questo ciclo di seminari si è raggiunto il primo obiettivo e, inoltre, si è iniziato a tessere la rete di contatti, demolendo le barriere e la diffidenza.

Il passo successivo, nel 2012, è stato determinante per il Battesimo del gruppo regionale a livello nazionale, e cioè l’organizzazione del Corso Nazionale della SIMFER a Cagliari dal titolo “RICERCA E RIABILITAZIONE-DALLA METOTOLOGIA AI RISULTATI CLINICI”.

La vera svolta si è avuta nel 2013 con l’organizzazione del primo ciclo delle Giornate di Studio Simfer Sardegna, che quest’anno hanno raggiunto la loro ottava edizione.

Le Giornate, cinque per ogni ciclo e aperte a medici, in particolare fisiatri soci Simfer, ai quali viene proposta l’iscrizione sempre con un certo anticipo rispetto all’iscrizione ufficiale per tutti e a quota agevolata, e operatoti sanitari (fisioterapisti, logopedisti, tecnici ortopedici etc.) sono cresciute negli anni diventando sempre più di elevata qualità scientifica, senza perdere mai attrattiva nei confronti dei discenti.

Ogni giornata affronta un argomento specifico di riabilitazione e i relatori sono sempre stati scelti tra i maggiori esperti nazionali e anche internazionali.

La formazione a chilometro zero è stata senz’altro una delle principali esigenze che il Gruppo ha perseguito, ma non la sola; anche la coesione tra colleghi è molto importante, infatti siamo convinti che rappresenti il primo passo per elaborare insieme strategie di lavoro utili, sia a migliorare l’assistenza, che a rendere più snello un sistema burocratico che spesso impedisce a noi operatori di portare a termine il percorso riabilitativo.

Per questo il Gruppo Regionale è sempre stato convinto di doversi rivolgere anche alle istituzioni e al mondo della politica con il quale ha tentato e tenta sempre di dialogare, nella convinzione che, senza il supporto organizzativo, anche il professionista più virtuoso rischia di disperdere le proprie competenze non raggiungendo gli effetti terapeutici sperati.

È anche per perseguire quest’altro obiettivo, creazione del dialogo con il mondo delle istituzioni, che dal 2015, alle cinque Giornate di Studio si è aggiunto un altro appuntamento autunnale, in genere svolto alle Antiche Terme di Sardara, pensato come un “LABORATORIO PER LA GESTIONE DELLA DISABILITÀ”.

Il Gruppo, oltre ad avere collaborato attivamente con l’Università di Cagliari, ha ritenuto necessario lottare perché la scuola di specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa, chiusa nel 2012, fosse riaperta e che questa riapertura rappresentasse anche una nuova epoca della Fisiatria in Sardegna.

Il sogno era creare una scuola che avesse come Direttore un Professore di estrazione fisiatrica pura, che gli specializzandi diventassero da subito parte integrante del Gruppo Regionale e apportassero nuova linfa vitale alla nostra comunità scientifica.

Anche quest’altro obiettivo è stato in parte raggiunto; in parte perché, purtroppo, a causa della mancanza del secondo professore, la scuola di Cagliari è stata di nuovo formalmente chiusa nel 2019, anche se sopravvive come rete formativa dell’Università di Roma Tor Vergata e, grazie a questo “escamotage”, tre studenti sardi al­l’anno (quattro nel 2019) possono iscriversi alla scuola in MFR, frequentando in Sardegna per la maggior parte del tempo.

Il Direttivo ha comunque intenzione di battersi ancora per rivendicare l’esigenza di una scuola che abbia sede ufficiale a Cagliari.

Il dialogo con le istituzioni è sempre vivo, ma disseminato di ostacoli e non facile. Si ritiene di vitale importanza la creazione di un tavolo tecnico regionale per la riabilitazione e che vi partecipino i medici fisiatri identificati dal direttivo regionale della Simfer in quanto, essendo stati votati dalla maggior parte dei fisiatri sardi, i componenti del direttivo sono legittimati a partecipare al tavolo tecnico in questione, o ad identificare i colleghi ritenuti maggiormente idonei.

Gli argomenti salienti da definire
riguardano il recepimento del P.IN.D.RIA del 2011 e la creazione del dipartimento della riabilitazione, tappa fondamentale, come si legge anche nelle ultime linee di indirizzo nazionali per la riabilitazione del 2019, perché si possa perfezionare l’assistenza riabilitativa, seguendo l’intero iter diagnostico terapeutico del paziente che viene preso in carico.

 

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