RIABILITAZIONE DOMICILIARE

I decreti ministeriali e le normative regionali

Silvia GALERI

Direttore S.C. Riabilitazione specialistica, ASST Papa Giovanni XXIII- Bergamo
Consigliere di Presidenza SIMFER con delega ai rapporti con le segreterie regionali

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Introduzione

Perché un dossier sulla riabilitazione domiciliare?

Quando il direttore del Giornale italiano di medicina riabilitativa, Stefano Respizzi, mi propose di curare un dossier sulla riabilitazione domiciliare, accettai con non poche perplessità, conscia della difficoltà a rappresentare una situazione territoriale complessa.

“Quando la riabilitazione si fa a casa” non è solo una frase che individua un setting, ma è una situazione che necessita di essere contestualizzata con un Progetto Riabilitativo Individuale e necessita di avere un supporto legislativo, amministrativo, organizzativo.

Valutare il potenziale di recupero in un ambiente domestico -dotato di barriere e facilitatori-, restituire una persona alla propria casa dopo una degenza riabilitativa, adattare una abitazione ad un differente livello di autonomia personale, sono atti che la medicina fisica e riabilitativa è chiamata a compiere, e sono certamente atti fondanti della nostra specializzazione.

Nel dossier dedicato alla riabilitazione domiciliare potremo approfondire il nostro ruolo di specialisti delle disabilità anche al domicilio.

Un ringraziamento va agli autori degli articoli, che nel dossier hanno rappresentato esperienze sul campo, sperimentazioni ed attività innovative in corso ed articolazioni organizzative differenti, con l’auspicio di fornire ai lettori uno spunto di riflessione sull’oggi e sul domani.

Un ringraziamento va anche ai segretari regionali SIMFER che hanno contribuito alla raccolta della normativa vigente, con preziosi suggerimenti. 
In alcuni articoli sono state approfondite alcune esperienze regionali, corredate della normativa di riferimento.

È necessario evidenziare la situazione di grande eterogeneità presente nelle regioni italiane, in cui la riabilitazione domiciliare spesso non è normata, o, se lo è, è organizzata con modalità 
“regionalizzate” che non aiutano ad avere una visione complessiva di sistema, né a valorizzare le attività erogate a casa dei pazienti.

In questo dossier il tema televisita e teleriabilitazione non sono state affrontate in un articolo dedicato. Con la redazione abbiamo scelto di approfondire le attività erogate sul territorio da più tempo e con maggiore continuità e campione numerico, pur nella consapevolezza che l’attività riabilitativa, fisiatrica e dei professionisti della riabilitazione, avrà un ruolo importante nel futuro della sanità e della riabilitazione da remoto.

Introduzione

La riabilitazione domiciliare si inserisce a pieno diritto nel Percorso Riabilitativo Unico della rete della riabilitazione, come descritto nel “Piano di Indirizzo della Riabilitazione” del Ministero Salute [1].

La valutazione fisiatrica domiciliare, il Progetto Riabilitativo Individuale ed i relativi programmi riabilitativi volti a restituire autonomia nel proprio ambiente di vita sono un obiettivo fondamentale all’interno del percorso riabilitativo individuale. Gli interventi riabilitativi svolti al domicilio permettono la massima cooperazione tra il medico di medicina generale e il medico specialista in medicina fisica e riabilitativa, con la conseguente attivazione del team riabilitativo domiciliare. In particolare, si rammenta l’importanza dell’inserimento/adattamento del domicilio, in cui la terapia occupazionale riveste un ruolo determinante per l’adattamento dell’ambiente di vita e l’addestramento all’utilizzo degli ausili e tecnologie riabilitative.

Il Piano di Indirizzo prevede l’accesso al domicilio del medico specialista in riabilitazione e di competenze specialistiche e tecniche, per gli interventi di competenza e per l’addestramento del care-giver.

L’articolo 22 del DPCM 12 Gennaio 2017, [2] garantisce l’assistenza sanitaria a domicilio “alle persone non autosufficienti o in condizioni di fragilità, attraverso l’erogazione delle prestazioni mediche, riabilitative, infermieristiche e di aiuto infermieristico necessarie ed appropriate in base alle specifiche condizioni di salute della persona”.

Anche il documento ministeriale 
“Linee di indirizzo sui percorsi appropriati nella rete di riabilitazione” emanato dal Ministero della salute nel 2021 [3], 
descrive dettagliatamente gli obiettivi e le attività, i destinatari, le caratteristiche dei pazienti.

L’attività riabilitativa domiciliare può avere le caratteristiche della riabilitazione estensiva o della socio-riabilitazione di lunga durata.

È prevista, da parte di ogni regione, l’adozione di un modello di valutazione multidimensionale che individui i bisogni riabilitativi e ne possa dare attuazione, attivando i professionisti necessari.

OBIETTIVI ED ATTIVITÀ
Valutazione clinica ed ambientale per la fornitura degli ausilii
Attività di addestramento per il care-giver
Sedute riabilitative per il recupero o mantenimento funzionale descritto nel progetto riabilitativo individuale
Da “Linee di indirizzo sui percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”
DESTINATARI
Pazienti intrasportabili per motivi clinici: pazienti che non possono usufruire di un trattamento ambulatoriale perché il trasporto renderebbe inefficace l’intervento stesso o sarebbe rischioso da un punto di vista sanitario
è presente un care-giver che garantisca la possibilità di permanenza a domicilio
Necessitano di un progetto riabilitativo, con durata ed esiti definiti, che sia chiaramente definito come realizzabile efficacemente in ambito domiciliare
Da “Linee di indirizzo sui percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”
CARATTERISTICHE DEI PAZIENTI
Disabilità a medio/alto gradiente di modificabilità in fase post-acuta di recupero
Disabilità maggiore cronica stabilizzata, in condizioni di intrasportabilità: in questi casi può essere necessario e possibile l’addestramento del paziente a determinate attività della vita quotidiana, l’adattamento all’uso di ortesi e ausilii e/o l’addestramento del care-giver al sostegno e al supporto, con monitoraggio periodico
Disabilità maggiori progressive nell’ambito di progetti di cure palliative
Da “Linee di indirizzo sui percorsi appropriati nella rete di riabilitazione”

La riabilitazione domiciliare: il contesto normativo regionale

Le regioni italiane, anche a seguito dei documenti ministeriali sulla riabilitazione sopra citati [1-3], hanno adottato provvedimenti e delibere volte a regolamentare la riabilitazione domiciliare sui propri territori.

È evidente la frammentazione sia nelle scelte operative, che nelle modalità attuative che si ritrova nella lettura dei documenti regionali. Tale situazione a macchia di leopardo non favorisce una lettura omogenea della riabilitazione domiciliare in Italia, né contribuisce a valorizzare tale attività, che dovrebbe essere altresì sostenuta quale componente di rilievo all’interno delle Missione 6 del PNRR e del DM77 del 23 maggio 2022 [4].

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, si presentano qui alcuni contenuti tratti da normative regionali, con particolare attenzione alle delibere più recenti, relative a regioni italiane in cui la riabilitazione domiciliare è stata normata e viene erogata.

Vengono qui riportati alcuni tra i riferimenti normativi ed organizzativi regionali segnalati dai segretari regionali SIMFER, ritenuti di interesse perchè offrono contenuti di approfondimento e di applicazione che vanno oltre la normativa nazionale già citata.

In sintesi, gli elementi che emergono trasversalmente nelle DGR e Leggi regionali:

Le regioni italiane prevedono e normano, nella maggior parte dei decreti regionali, la necessità di visita fisiatrica e redazione del Progetto Riabilitativo Individuale per l’attivazione della presa in carico riabilitativa domiciliare.

Le prestazioni domiciliari fornite sono eterogenee e possono prevedere i solo cicli di fisioterapia domiciliare, e/o rieducazione logopedica, e/o valutazione per adattamento dell’ambiente e prescrizione di ausili con terapista occupazionale, e/o altri professionisti della riabilitazione.

Le prestazioni riabilitative domiciliari sono erogate a cicli.

Piemonte

DGR 91-9000 del 16 maggio 2019 definisce:

Nello specifico il provvedimento definisce:

  • i destinatari delle Cure riabilitative domiciliari
  • i criteri di eligibilità
  • i setting di provenienza
  • le scale di valutazione per la presa in carico
  • le figure professionali.

Altresì, vengono definiti in modo puntuale i Percorsi da ogni setting di cura per l’attivazione della Cura Riabilitativa Domiciliare (SRD-RRF adulti e SRD-NPI minori):

  • da Presidi ospedalieri pubblici (ASL, AOU, AO)
  • da Case di Cura, Presidi Ospedalieri privati, IRCCS, CAVS
  • da domicilio

Lombardia

La DGR 6867 del 2/8/22 definisce un nuovo modello organizzativo di riclassificazione dei profili assistenziali domiciliari, comprese le cure riabilitative, superando tutte le articolazioni organizzative precedenti.

La Tabella I (allegato 2 della DGR) rappresenta i differenti livelli di cure domiciliari fornite e definisce in livelli di intensità anche gli accessi fisioterapici per cui è prevista l’attivazione da parte del medico specialista fisiatra, a sua volta attivato da medico di medicina generale o azienda socio-sanitaria territoriale (ASST).
Tabella I. Allegato 2 della DGR 6867 del 2/8/2022 Regione Lombardia.

CURE DOMICILIARI ACCESSI MESE/GEA CIA CLASSIFICAZIONE IEA SISTEMA DI REMUNERAZIONE MODALITà DI ATTIVAZIONE ATTORI

ATTIVAZIONE

Prelievo <=4 <0,14 CD di base

(cia <0,14)

Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Prestazionale generico <=4 <0,14 CD di base

(cia <0,14)

Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Gestione alvo <=4 <0,14 Percorso di CD di base (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Gestione catetere vescicale <=4 <0,14 Percorso di CD di base (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Gestione stomie <=4 <0,14 Percorso di CD di base (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Lesioni A 8 0,27 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Lesioni B 12 0,4 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Lesioni C 16 0,53 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Fisioterapia A 6 0,2 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Fisioterapia B 8 0,27 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Fisioterapia C 10 0,33 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
Fisioterapia D 12 0,4 Percorso di CD integrate (cia <0,14) Ad accesso VMD 1° LIV. TRIAGE <=7 MMG/ASST
LIV I 5<=GEA<=9 0,14<CIA<=30 adi integrata (>=14) A giornata di cura VMD 2° LIV MMG/ASST
LIV II 10<=GEA<=15 0,31<CIA<=0,5 adi integrata (>=14) A giornata di cura VMD 2° LIV MMG/ASST
LIV IIIA 16<=GEA<=19 0,51<CIA<=0,65 adi integrata (>=14) A giornata di cura VMD 2° LIV MMG/ASST
LIV IIIB 20<=GEA<=25 0,66<CIA<=0,85 adi integrata (>=14) A giornata di cura VMD 2° LIV MMG/ASST
LIV IIIC 26<=GEA<=30 0,86<CIA<1 adi integrata (>=14) A giornata di cura VMD 2° LIV MMG/ASST
Alta intensità >=30 1 adi integrata (>=14) Ad accesso VMD 2° LIV MMG/ASST

 

Friuli Venezia Giulia

La DGR 2042/2022 di recepimento del DM 77/2022, ribadendo la necessità di potenziare l’assistenza territoriale, della presa in carico proattiva e monitoraggio della popolazione fragile, recependo gli standard organizzativi e strutturali, ha avviato una intensa fase di riorganizzazione, in corso.

Prestazioni erogate

I Servizi di Riabilitazione domiciliare collaborano con il MMG/PLS o con gli specialisti, i servizi infermieristici domiciliari ed i servizi sociali di base per il governo dei bisogni segnalati. Possono erogare le seguenti prestazioni (che possono differire a seconda dei distretti):

  • Visita fisiatrica: (Solo in Alcuni distretti) per formulazione del PRI, prescrizione ausili personalizzati, relazioni per richiesta invalidità civile, richieste di ricoveri per pazienti con quadri complessi in evoluzione non più gestibili a domicilio (es. SLA o SM)
  • Valutazione fisioterapica
  • Rieducazione motoria
  • Valutazione logopedica e rieducazione logopedia
  • Valutazioni ambientali o del domicilio
Strumenti ed esperienze locali

Nelle diverse realtà distrettuali è presente un Software denominato “Cartella Distretto” per l’implementazione dei dati di presa in carico di tutti gli utenti seguiti a domicilio.

In alcuni distretti vengono eseguite valutazione periodiche delle persone con disabilità (in collaborazione anche con i MMG) ed implementazione dei dati sull’apposito Portale Regionale della Disabilità e valutazioni con scale di funzionalità degli utenti “Gravi-Gravissimi” in carico.

Toscana

Attualmente la riabilitazione domiciliare in Toscana viene erogata attraverso la stesura di un progetto riabilitativo ad opera del medico fisiatra ed erogata da fisioterapisti dipendenti dal servizio pubblico, privato accreditato convenzionato oppure esternalizzato attraverso cooperative o associazioni di volontariato.

  1. La riabilitazione domiciliare è uno dei setting disponibili che viene attivato quando il malato è fragile e mal sopporta il trasferimento verso servizi di riabilitazione ambulatoriale. Viene utilizzato sia come “fase propedeutica” ad un successivo trattamento ambulatoriale, come ad esempio nelle fratture di femore nella fase di non concessione di carico oppure come “fase di reinserimento”, utile per accompagnare il pz nel rientro nel proprio contesto di vita, per l’addestramento all’uso degli ausili e per le attività di vita quotidiana con indicazioni date al care giver. Si tratta di trattamento riabilitativo individuale.
  2. Ne hanno diritto tutti i pazienti ed in particolare quelli con disabilità più grave per i quali l’accesso domiciliare serve come monitoraggio del quadro funzionale, anche al fine di anticipare eventuali ulteriori bisogni in particolare nelle malattie progressive. Viene utilizzato anche per persone con problematiche che non consentano temporaneamente lo spostamento o che non lo consigliano. Meno frequente è l’attivazione in condizioni di cronicità.
  3. Trattandosi di uno dei setting a disposizione del fisiatra, viene da questo attivato attraverso un progetto riabilitativo individuale.
  4. La figura più spesso coinvolta è il fisioterapista, raramente il logopedista.
  5. Molto spesso è temporaneo con accessi poco frequenti al fine di valutazione verifica e adattamento.
  6. Può essere previsto, anche se raramente, l’accesso in piscina, contesto utile ma non determinate, che rappresenta per la disabilità una sorta di modalità “estensiva” per favorire una sorta di “mantenimento” delle capacità residue.
  7. Il trattamento è a carico del Servizio Sanitario Regionale e la Regione Toscana ne ha previsto una tariffa che viene corrisposta anche al privato accreditato nel caso in cui la riabilitazione domiciliare sia prevista nel contratto di convenzione. Solo per l’accesso alle attività in piscina, non presenti nei LEA, può essere prevista una compartecipazione nell’ambito di specifici progetti.

Il flusso informativo di queste attività è registrato come SPR dove viene però indicato solo il numero di utenti e non il numero di sedute effettuate.

Anche alla luce di una revisione di tutte le attività ambulatoriali in Toscana, si prevede una modifica di questo assetto in quanto il principale limite è che le attività di riabilitazione domiciliare vengono erogate in maniera separata rispetto alle altre prestazioni domiciliari.

Si dovrebbe quindi procedere all’inserimento di queste prestazioni, sempre su PRI redatto dal fisiatra nell’ambito dell’Attività Domiciliare Integrata.

Umbria

DGR 120-2006. Descrive le linee organizzative regionali, le tipologie di disabilità trattate, l’obiettivo, le prestazioni offerte, i percorsi. Nel documento la riabilitazione domiciliare viene intesa come strumento per ridurre o limitare la disabilità e per migliorare la qualità di vita delle persone con disabilità e rispettivi caregivers. La riabilitazione domiciliare consiste essenzialmente in: counselling, addestramento della persona e/o caregiver all’autonomia, prescrizione ed addestramento di ausili, valutazione ambientale per superamento barriere architettoniche, fisioterapia limitatamente a casi in cui sia prevedibile un recupero funzionale tale da permettere l’inserimento della persona in altro setting riabilitativo (es. ambulatoriale) oppure nei casi in cui la disabilità sia riducibile nell’ambito di un limitate numero di sedute domiciliari.

Marche

Normativa di riferimento per l’assistenza domiciliare

1. DGR n. 791/2014

Stratifica le cure domiciliari in diversi profili di cura domiciliari e definisce i relativi standard.

2. DGR n.56 del 31 gennaio 2022

Oggetto: Recepimento dell’Accordo, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, tra il Governo, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, sul documento concernente “Linee di indirizzo per la individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione” (Atto n. 124/CSR del 4/8/2021).

Le suddette linee di Indirizzo definiscono inoltre i criteri di accesso all’attività riabilitativa territoriale , specificando la necessità che il medico specialista in riabilitazione, prima della dimissione del paziente , attivi la presa in carico da parte dei servizi territoriali per garantire la continuità assistenziale (riabilitazione ambulatoriale; riabilitazione domiciliare; riabilitazione in strutture semiresidenziali e residenziali).

Normativa di riferimento per l’assistenza territoriale e case della salute

3. DGR n.1781 del 27/12/2022

Oggetto: Prime indicazioni per l’attuazione del Decreto del Ministro della Salute del 23 Maggio 2022, n. 77 concernente “Regolamento recante la definizione dei modelli standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale del Servizio Sanitario Nazionale” e linee di indirizzo per l’interconnessione aziendale delle centrali operative territoriali.

Abruzzo

Il Modello organizzativo di integrazione ospedale-territorio AgICOT (Agenzie di Integrazione Continuità Ospedale Territorio) è finalizzato al rafforzamento della presa in carico della fragilità, ha come obiettivo la presa in carico integrata dell’anziano fragile, assumendo il ruolo strategico di sintesi e coordinamento tra i diversi attori coinvolti (servizi sanitari, servizi sociali, terzo settore, famiglia e intera comunità).

Ruolo fondamentale nel Progetto di Vita assume la stesura e l’attuazione del PRI, che coinvolge il Fisiatra e l’equipe multidisciplinare dei professionisti della riabilitazione, al fine di rispondere adeguatamente ai molteplici bisogni della salute attraverso il movimento, la prevenzione di danni di mobilità, la gestione ottimizzata di problematiche muscolo-scheletriche secondo le migliori evidenze scientifiche.

Campania

Il sistema dei servizi domiciliari in Campania (delibera della Giunta regionale n.41. BURC n.11 del 14 febbraio 2011).

La nuova caratterizzazione dell’assistenza territoriale domiciliare e degli interventi ospedalieri a domicilio articola le cure domiciliari in tre tipi:

  1. Cure Domiciliari di tipo Prestazionale;
  2. Cure Domiciliari Integrate di primo e secondo livello;
  3. Cure Domiciliari Integrate di terzo livello e Cure Domiciliari palliative per malati terminali.
    (Tabella II).

Con una integrazione tra sociale e sanitario e la definizione di standard assistenziali.

Tabella II. Profili di cura e standards qualificanti delle cure domiciliari (BURC n.11 del 14 febbraio 2011 Regione Campania).

PROFILO

DI CURA

NATURA DEL BISOGNO INTENSITà CIA=GEA/GDC* ATTIVAZIONE

UVI

DURATA

MEDIA

COMPLESSITà
Mix delle figure professionali/impegno assistenza** Operatività del sevizio***

(fascia oraria 8-20)

CD prestazionali (Occasionali o cliniche programmate) Clinico funzionale sociale No Infermiere (min. 15’ – max. 30’)

Professionisti della riabilitazione (30’)

Medico (30’)

5 giorni su 7

8 ore die

CD integrate di primo livello

(già ADI)

Clinico funzionale sociale Fino a 0,30 Si 180 giorni Infermiere (30’)

Professionisti della riabilitazione (45’)

Medico (30’)

Operatore sociosanitario (60’)

5 giorni su 7

8 ore die

CD integrate di secondo livello

(già ADI)

Clinico funzionale sociale Fino a 0,50 Si 180 giorni Infermiere (min. 30’ – max. 45’)

Professionisti della riabilitazione (45’)

Dietista (30’)

Medico (45’)

Operatore sociosanitario (60’-90’)

6 giorni su 7

10 ore die da lunedì a venerdì

6 ore il sabato

CD integrate di terzo livello (già ADI) Clinico funzionale sociale Superiore a 0,50 In relazione al bisogno espresso 90 giorni Infermiere (60’)

Professionisti della riabilitazione (60’)

Dietista (60’)

Psicologo (60’)

Medico e/o medico specialista (60’)

Operatore sociosanitario (min. 60’ – max. 90’)

7 giorni su 7

10 ore die da lunedì a venerdì

6 ore il sabato e festivi

pronta disponibilità medica ore 8/20

Cure palliative malati terminali*

(già OD CP)

Clinico funzionale sociale Superiore a 0,60 In relazione al bisogno espresso 60 giorni Infermiere (60’)

Professionisti della riabilitazione (60’)

Dietista (60’)

Psicologo (60’)

Medico e/o medico specialista (60’)

Operatore sociosanitario (min. 60’ – max. 90’)

7 giorni su 7

10 ore die da lunedì a venerdì

6 ore il sabato e festivi

pronta disponibilità medica 24 ore

* CIA = coefficiente intensità assistenziale; GEA = giornata effettiva assistenza; GDC = giornate di cura (durata PAI).

** Figure professionali previste in funzione del PAI; se non specificato in tabella i minuti indicati si ritengono quale tempo medio per accesso domiciliare.

*** Per operatività del servizio ci si riferisce ovviamente ai giorni di apertura, non al monte ore giornaliere erogate.

Calabria

La DCA 160 del 2 agosto 2018 “istituzionalizzazione dei servizi di assistenza domiciliare di pazienti in SV e SMC in tutto il territorio regionale” recepisce il progetto “Oberon”, che prevede accessi riabilitativi domiciliari e monitoraggio a distanza dei pazienti in Stato Vegetativo e Stato di Minima Coscienza.

Sicilia

Esistono delle linee guida in Sicilia risalenti al 2010 (11-2-2011 – GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA – PARTE I n. 7).

L’ADI riabilitativa in Sicilia viene operata dalle cooperative presenti nei vari territori, convenzionate con le varie ASP, che forniscono fisioterapisti e logopedisti. Questo vale per i pazienti entro i 60 gg dall’evento acuto e comunque non oltre i 6 mesi dall’evento. Le disabilità neurologiche dell’adulto ed età evolutiva, croniche, vengono gestite in ambito di ex articolo 26 con legge 104 riconosciuta. Per quanto riguarda l’attivazione dell’ADI non in tutte le ASP viene fatta tramite UVM (unità valutativa multidimensionale) con presenza del fisiatra; in alcuni casi è direttamente il medico di medicina generale che attiva il servizio, come succede a Trapani e Palermo. Nelle altre ASP la valutazione fisiatrica è necessaria per procedere all’attivazione. In ASP Ragusa, è partita anche la teleriabilitazione e telerefertazione.

Sardegna

La DGR 51/49 del 20.12.2007 definisce gli obiettivi strategici e l’organizzazione delle attività delle cure domiciliari. È previsto l’accesso del medico specialista e l’erogazione di prestazioni riabilitative, distribuite secondo i profili di cura individuati e descritti nella DGR.

Bibliografia

  1. Ministero della Salute – “Piano d’indirizzo per la riabilitazione” – Conferenza Stato-Regioni del 25 Gennaio 2011(GU Serie generale n. 50 del 2.3.2011- Suppl. Ordinario n.60).
  2. DPCM 12 gennaio 2017 “Definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, di cui all’articolo 1, comma 7, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502.” (GU Serie Generale n.65 del 18.03.2017 – Suppl. Ordinario n. 15)
  3. “Linee di indirizzo per l’individuazione di percorsi appropriati nella rete di riabilitazione” Conferenza permanente per i rapporti tra lo stato, le regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano. Rep. Atti n. 124/CSR del 4 agosto 2021.
  4. Decreto Ministeriale 77 23 maggio 2022 “Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell’assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale”. (GU Serie generale n.144 del 22.6.2022)
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