RIABILITAZIONE DOMICILIARE

Il percorso ESD (Early Supported Discharge) per la riabilitazione a domicilio di pazienti operati di fratture di femore e artroprotesi di anca e ginocchio a Bologna

Maria Grazia BENEDETTI1 e Lisa BERTI2

1Professore Ordinario di Medicina Fisica e Riabilitazione, Università degli Studi di Bologna. Direttore Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa -UNIBO. Direttore SC Medicina Fisica e Riabilitativa IRCCS- Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna
2Professore Associato di Medicina Fisica e Riabilitazione, Università degli Studi di Bologna. Dirigente medico SC Medicina Fisica e Riabilitativa IRCCS- Istituto Ortopedico Rizzoli, Bologna. Segretario SIMFER Emilia-Romagna

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Nel luglio 2021, in seguito alla pandemia da Covid, presso l’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli è stato avviato il percorso Early Supported Discharge (ESD) per garantire la continuità riabilitativa dal setting ospedaliero a quello domiciliare dei pazienti sottoposti ad intervento chirurgico per frattura di femore. Tale percorso è stato successivamente confermato nel gennaio 2023 con la nuova denominazione di “percorso ESD-Fast” per i pazienti operati per frattura di femore, ed esteso anche ai pazienti operati per sostituzione primaria totale di anca e ginocchio con caratteristiche cliniche, sociali e cognitive tali da permettere il rientro a domicilio.

Il percorso è riservato ai pazienti residenti nell’area territoriale dell’AUSL di Bologna con i seguenti obiettivi principali:

  1. garantire al paziente il raggiungimento delle abilità necessarie a proseguire il trattamento in setting ambulatoriale;
  2. migliorare la ripresa funzionale, l’autonomia e la qualità della vita della persona nel proprio ambiente familiare;
  3. ridurre i tempi di degenza dopo l’intervento chirurgico.

La modalità Early Supported Discharge (ESD) [1] consiste nella dimissione a domicilio direttamente dal reparto ortopedico di un paziente stabile sotto il profilo clinico, accompagnata presso il domicilio dai fisioterapisti territoriali fin dalla fase ospedaliera (fisioterapista di continuità). La presa in carico avviene all’interno del reparto per acuti per proseguire poi a domicilio con accesso dello stesso fisioterapista entro 24/48 ore dalla dimissione stessa. Tale modalità sostituisce il trasferimento in reparti post-acuti, riduce i tempi di degenza e migliora l’autonomia del paziente a domicilio senza aumentarne la mortalità. Il modello ESD, sostenuto da solide evidenze scientifiche è soprattutto stato sperimentato sul paziente con esiti di stroke [2, 3], ma può trovare una efficace applicazione anche per le persone con esiti di frattura di femore per i quali il rientro tempestivo al proprio domicilio rappresenta sicuramente un elemento qualificante per l’esito in termini di salute [4].

La peculiarità di questo percorso si individua nella presa in carico fisioterapica precoce, secondo il modello ESD, che viene fornita dall’unità operativa di Riabilitazione Territoriale dell’AUSL di Bologna. Accanto alla presa in carico fisioterapica è stato attivato anche il percorso di ausiliazione “Fast” in grado di assicurare la fornitura di ausili già al rientro a domicilio del paziente. Si realizza pertanto una sinergia tra ospedale e territorio per garantire la continuità riabilitativa.

Sono previsti alcuni criteri di inclusione basilari per i pazienti ricoverati che accedono alla procedura:

  • Stabilità clinica-internistica;
  • Assenza di complicanze post-operatorie;
  • Assenza di barriere architettoniche rilevanti al domicilio;
  • Condizioni socio-ambientali favorevoli (buona rete di supporto familiare o extrafamiliare).

Il modello di attivazione e gestione è fondato sul Team Multidisciplinare, che dapprima individua i pazienti che soddisfano i criteri clinici di inclusione alla procedura. Viene identificato un professionista Referente che attiva la procedura almeno 2/4 gg prima dalla dimissione.

A nome del Team, il professionista referente contatta il caregiver del paziente per programmare un incontro per l’addestramento insieme anche al Fisioterapista di Continuità dell’AUSL di Bologna.

Un elemento caratterizzante del processo è proprio l’accesso del Fisioterapista di Continuità presso il reparto in cui è ricoverato il paziente prima della sua dimissione. Questo incontro presenta importanti finalità di coesione tra ospedale e domicilio del paziente.

Il confronto del Fisioterapista di Continuità con il personale del Team Multidisciplinare ospedaliero è fondamentale per trasferire le necessarie informazioni sulle specifiche condizioni cliniche ed assistenziali del paziente, sull’iter riabilitativo effettuato durante la degenza e sugli obiettivi raggiunti dal paziente.

Il fisiatra referente prepara e fornisce al fisioterapista di continuità tutta la documentazione fondamentale per l’attività domiciliare come la relazione fisiatrica con il progetto riabilitativo, la richiesta per trattamento fisioterapico redatta sul ricettario del SSN e la prescrizione degli ausili.

Questo incontro che si realizza in ospedale permette al fisioterapista di continuità di conoscere e valutare il paziente, al fine di predisporre il percorso fisioterapico post dimissione più consono alle esigenze del paziente e dei suoi familiari. Vengono effettuate le valutazioni funzionali e le valutazioni per gli ausili necessari. Un altro punto fondamentale è rappresentato dal colloquio e dall’addestramento del caregiver.

Il percorso ESD è fondato sull’approccio biopsicosociale per rispondere alle esigenze funzionali e familiari del paziente. Nella sua attuazione sono necessari la collaborazione tra tutte le figure del Team ed anche la tempestività di azione. Il territorio “entra” in ospedale tramite l’accesso del Fisioterapista di Continuità in reparto e continua la presa in carico riabilitativa dei pazienti a domicilio.

Bibliografia

  1. Langhorne P, Baylan S. Early Supported Discharge services for people with acute stroke. Cochrane Database Syst Rev. 2017 Jul 13;7.
  2. Fisher RJ. et al. A consensus on Stroke Early Supported Discharge. Stroke 2011; 42:1392- 1397.
  3. Hilier S, Inglis-Jassiem G. Rehabilitation for community-dwelling people with stroke: home or centre based? A systematic review. Int J Stroke 2010 Jun; 5(3):178-186.
  4. Radcliffe L et alt. Home is where our journey begins – getting more patients home after a hip fracture with an orthopedic supportive discharge team. Future Healthcare J 2017; 4 (2):131- 133
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