Le interviste ai membri del CdP

Intervista al Prof. Alessandro de Sire

Stefano RESPIZZI
Direttore di Dipartimento Riabilitazione e Recupero Funzionale – Humanitas Research Hospital

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D. Caro Prof. de Sire, complimenti per l’elezione al nuovo Consiglio di Presidenza SIMFER! Hai la delega alla “formazione specialistica”, importante ruolo di raccordo tra docenti e specializzandi delle varie Scuole Italiane. Come pensi di poter dare il tuo contributo?

Caro Direttore, ti ringrazio per i complimenti e per avermi dato l’opportunità con questa intervista di poter ringraziare tutti i colleghi e le colleghe che mi hanno concesso la loro fiducia. Mi sto impegnando al meglio per poter contribuire al raggiungimento di tutti gli obiettivi che la Presidente e il CdP della SIMFER si sono prefissati. Io sono nella SIMFER da sette anni, quando ho intrapreso con grande determinazione ed impegno il ruolo di Coordinatore della Sezione Specializzandi. Questa esperienza mi sarà utilissima nella nuova veste di Consigliere Nazionale, in quanto ritengo che, partendo da un’analisi delle necessità e degli obiettivi degli specializzandi italiani, la SIMFER potrà supportare le Scuole di Specializzazione Italiane. Sarà fondamentale programmare un’adeguata formazione clinica teorico-pratica e scientifica con Congressi e Corsi Nazionali che possano far crescere sempre di più i giovani, che rappresentano il futuro della nostra Società Scientifica.

D. In relazione al tuo ruolo accademico di professore ed al tuo ruolo clinico di medico fisiatra, quali sono per te le caratteristiche salienti dei fisiatri del futuro?

Io ritengo che il medico fisiatra del futuro dovrà sicuramente avere conoscenze e competenze nei vari ambiti della medicina fisica e riabilitativa. La nostra è una branca decisamente affascinante che, mettendo al centro il paziente, può spaziare dall’attività di reparto all’attività ambulatoriale, dalla riabilitazione ortopedica alla neurologica, dalla riabilitazione ultra-specialistica alla terapia del dolore. In questo contesto, credo sia sempre più rilevante l’utilizzo dell’ecografia per un adeguato management del dolore muscolo-scheletrico. I medici in formazione specialistica e i giovani fisiatri mostrano sempre di più un interesse nella Fisiatria Interventistica con particolare approfondimento agli approcci farmacologici, strumentali e riabilitativi utilizzati a scopo antalgico. A tal proposito, la SIMFER continuerà a promuovere Master Universitari, Corsi di Perfezionamento, Summer School e Corsi teorico-pratici che abbiano come scopo un incremento delle competenze pratico-applicative di fisiatria interventistica, quali infiltrazioni ecoguidate, ossigeno-ozonoterapia, PRP, ecc.

D. Hai vissuto diverse realtà Nazionali ed Internazionali durante il tuo percorso formativo e professionale, quali Roma, Napoli, Ginevra, Novara. Quanto sono state importanti per la tua crescita clinica e scientifica?

Ti confermo che è stato decisamente importante, seppur impegnativo, avere la possibilità di aver cambiato tutte queste realtà nel mio percorso formativo. Sin da quando studiavo Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ho manifestato il mio interesse per la Medicina Fisica e Riabilitativa. Infatti, il mio relatore di tesi è stato il Prof. Carlo Bertolini, compianto esponente della fisiatria italiana. In seguito, ho avuto la fortuna di essere stato specializzando in Medicina Fisica e Riabilitativa presso l’Università Vanvitelli di Napoli. Questo periodo è stato indispensabile per mettere le basi e per apprendere i valori della fisiatria con dei riferimenti come il Prof. Raffaele Gimigliano e il Prof. Giovanni Iolascon, che mi hanno supportato nella mia crescita personale e professionale. Inoltre, durante il periodo della specializzazione ho trascorso 6 mesi di formazione esterna in Svizzera presso l’HUG, l’Ospedale Universitario di Ginevra, e 12 mesi all’Ospedale “Maggiore della Carità” di Novara con il Prof. Carlo Cisari e il Prof. Marco Invernizzi. Credo che l’insieme di tutte queste esperienze in realtà diverse mi abbiano consentito di crescere sia scientificamente sia da un punto di vista clinico, con una particolare interesse alla gestione del paziente affetto da osteoporosi e del dolore muscoloscheletrico.

D. Da più di un anno sei Professore Associato all’Università di Catanzaro. Quali sono i tuoi primi riscontri di questa importante esperienza professionale e quale bilancio faresti?

Il bilancio è decisamente positivo e sono veramente orgoglioso di far parte dell’Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro. Sono stato accolto davvero in modo eccellente; grande merito va sicuramente al Prof. Antonio Ammendolia, che mi ha fatto subito sentire parte integrante della squadra, consentendomi di esprimere la mia professionalità sia in ambito scientifico sia clinico. In veste di Professore, sono consapevole di avere un ruolo con grandi responsabilità nei confronti dei giovani specializzandi e quindi futuri specialisti. Uno dei miei principali obiettivi è stato quello di trasmettere non solo conoscenze ma anche esperienze cliniche pratiche, fondamentali per un medico fisiatra. In questo contesto, ho anche recentemente introdotto un Master Universitario di “Terapia riabilitativa del dolore muscolo-scheletrico”, con l’obiettivo di far acquisire competenze su approcci farmacologici, strumentali e riabilitativi interventistici con lo scopo di ridurre il dolore muscolo-scheletrico.

D. Nel prossimo futuro saranno sempre più importanti i rapporti Internazionali. A tal proposito, cosa pensi del ruolo degli specializzandi e dei giovani fisiatri italiani nella collaborazione tra SIMFER e ISPRM?

Ti ringrazio per la domanda. Io sono estremamente convinto che gli specializzandi e i giovani specialisti italiani possano dare un considerevole contributo non solo a livello Nazionale con la SIMFER, ma anche a livello Internazionale con l’International Society of Physical and Rehabilitation Medicine (ISPRM). Tre anni fa, grazie alla lungimiranza e la supervisione della Prof.ssa Francesca Gimigliano (attuale Presidente dell’ISPRM) e del Prof. Walter Frontera, e con la collaborazione del Dr. Manoj Poudel, abbiamo creato l’ISPRM Youth Forum, con l’intento di promuovere gli obiettivi dell’ISPRM attraverso un network di giovani fisiatri e specializzandi di tutto il mondo. Durante l’ultimo Congresso ISPRM di Lisbona, ho avuto l’onore di essere stato eletto come nuovo Coordinatore Mondiale dell’ISPRM Youth Forum e credo che questo sarà un tassello molto importante per far sì che i giovani fisiatri italiani possano essere sempre maggiormente integrati a livello Internazionale.

D. In conclusione, ti chiederei quanto saranno coinvolti gli specializzandi ed i giovani specialisti in Medicina Fisica e Riabilitativa nel prossimo Congresso Nazionale SIMFER di Catania?

Il prossimo Congresso Nazionale prevedrà un ampio spazio per i medici in formazione specialistica e per i giovani fisiatri, in quanto è fondamentale che la loro crescita sia culturale, clinica e scientifica. È stata dedicata un’intera Sessione alle Scuole di Specializzazione Italiane in cui uno specializzando di ogni Scuola presenterà il suo lavoro scientifico ad apertura del Congresso. Nella cerimonia d’apertura, verrà poi consegnato un Premio al miglior lavoro Scientifico. Infine, anche quest’anno la SIMFER promuove la presenza attiva dei giovani specialisti in Medicina fisica e Riabilitativa; infatti, ci sarà l’opportunità di far partecipare in qualità discussant un cospicuo numero di Fisiatri di età non superiore a 40 anni che abbiano competenza negli argomenti delle sessioni. In conclusione, attendiamo con ansia il prossimo 50° Congresso Nazionale SIMFER che si terrà a Catania dal 23 al 26 ottobre 2022.

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