LE INTERVISTE AI MEMBRI DEL CDP

Intervista alla Professoressa Giulia Letizia Mauro

Stefano RESPIZZI

Direttore di Dipartimento Riabilitazione e Recupero Funzionale – Humanitas Research Hospital

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Cara Giulia, complimenti per la tua elezione al Consiglio di Presidenza delle SIMFER per il prossimo triennio. So che hai voluto con forza questo incarico. Cosa ti ha spinto a candidarti? Quali sono i tuoi obiettivi?

Caro Stefano ti ringrazio per le congratulazioni. La scelta di candidarmi al Consiglio di Presidenza della Società nasce dalla mia passione per la Disciplina “Medicina Fisica e Riabilitativa” e dalle numerose sollecitazioni che ho ricevuto da parte dei colleghi siciliani e delle diverse regioni.

Seppur consapevole del momento delicato che ogni Società Scientifica attraversa, segnato dalla severa pandemia che ha determinato una profonda crisi dei tradizionali assetti sanitari, sociali e culturali, l’entusiasmo mi ha spinto ad un’ulteriore sfida per valorizzare il ruolo della nostra comunità professionale in modo da rispondere ai nuovi bisogni e continuare a offrire una “Riabilitazione” di elevata qualità.

Fin dagli inizi della mia vita professionale ho fatto parte della SIMFER e ho partecipato con impegno e dedizione alla vita societaria, nonché del gruppo regionale SIMFER Sicilia; l’ho vista progredire e diventare un punto di riferimento nel panorama Scientifico Nazionale e Internazionale.

Sono Professore Ordinario di “Medicina Fisica e Riabilitativa” presso l’Ateneo di Palermo; la mia attività di insegnamento e di ricerca si associa a quella di Direttore di Dipartimento Assistenziale Integrato di “Riabilitazione, Fragilità e Continuità Assistenziale” nell’ Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone”. Inoltre, in qualità di fisiatra che ha costruito un percorso di esperienze didattiche /formative, scientifiche e assistenziali, con uno spiccato senso di appartenenza alle Istituzioni, ho sempre cercato di favorire l’aggregazione tra le diverse componenti della disciplina nel rispetto reciproco delle competenze e delle professionalità.

Ho sempre dedicato la mia vita professionale alla crescita e all’affermazione della nostra “Medicina Fisica e Riabilitativa”.

Gli obiettivi che mi piacerebbe raggiungere in questo triennio riguardano la capacità di rispondere ai nuovi bisogni assistenziali e di offrire servizi di elevata qualità; tuttavia il traguardo che mi sta più a cuore è ottenere un’equità di accesso alle cure a livello nazionale e un’adeguata qualità dei percorsi assistenziali nelle diverse regioni, attraverso una programmazione e riorganizzazione dei modelli assistenziali e dei servizi sanitari e socio-sanitari dalla fase acuta alla ospedaliera-territoriale- domiciliare.

All’interno del Consiglio di Presidenza hai la Delega ai “Rapporti con le associazioni mediche e professionali”. Cosa significa esattamente? Quali azioni hai già attuato?

Ho accettato con piacere la delega in quanto la nostra specialità prevede per definizione un continuo interscambio con il Medico di Medicina Generale, gli Specialisti d’organo e le Figure delle Professioni Sanitarie.

Per formazione professionale ho sempre partecipato, con diversi ruoli, alla vita di altre società scientifiche poichè convinta che un continuo confronto arricchisca culturalmente ma soprattutto migliori la presa in carico e la qualità di vita dei nostri pazienti.

Cercherò pertanto di rafforzare le collaborazioni già esistenti e con l’aiuto dei Soci di istituirne altre.

Mi adopererò affinchè con le varie Associazioni Mediche si instituiscano “Tavoli Tecnici” per migliorare la comunicazione con le Istituzioni, Ministero della Salute e Assessorati Regionali della Salute, e intessere rapporti mirati alla collaborazione e alla conoscenza delle peculiarità e delle problematiche della disabilità.

Si è da poco concluso il 50° Congresso Nazionale della SIMFER che si è tenuto a Catania. Hai partecipato attivamente all’organizzazione e alla riuscita dell’evento che ha avuto un ottimo successo. Ci puoi raccontare come è andata? Cosa ti ha colpito e interessato di più?

L’organizzazione del Congresso Nazionale è stata particolarmente farraginosa per tutto il gruppo SIMFER sia per la parte scientifica che sociale; ma i risultati ottenuti sono stati estremamente lusinghieri visto i continui e sinceri feedback positivi da parte di tutti i partecipanti. Voglio anche ringraziare, per tutto il supporto avuto, la Presidente Dott.ssa Giovanna Beretta e l’Ufficio di Presidenza.

Il numero dei partecipanti è stato particolarmente elevato con più di 800 presenze.

Il congresso ha voluto dare voce non soltanto a letture ma anche a relazioni presentate da brillanti e giovani colleghi; ampio spazio è stato dato alla discussione sulla Robotica, sulla realtà virtuale e sull’innovazione tecnologica al servizio della disabilità e della fragilità; inoltre un’intera sessione è stata dedicata alla metodologia per la ricerca scientifica e alla medicina basata sull’evidenza.

Particolare interesse ha suscitato la sessione delle Scuole di Specializzazione Italiane, con l’intervento di 22 assistenti in formazione di tutte le regioni, per l’elevato contributo scientifico.

Per concludere il clima estivo, il suggestivo golfo di Santa Tecla nonché la specialità culinarie siciliane hanno contribuito a rendere ancora più piacevoli queste giornate.

La pandemia COVID ha profondamente mutato il nostro lavoro, in particolare si è verificata una brusca accelerazione verso la telemedicina. Qual è il tuo parere in merito? Pensi che la visita specialistica possa essere sostituita?

Il termine Telemedicina è stata utilizzato per la prima volta nel 1970 negli Stati Uniti, per consentire il confronto tra medico e paziente mediato da un sistema di comunicazione interattivo multimediale.

A causa della pandemia la telemedicina in Italia ha avuto una rapida diffusione, dimostrando la capacità dei sanitari di adattarsi a nuove necessità e determinando un incremento esponenziale dei servizi digitali con buona soddisfazione dei pazienti.

Tuttavia desidero ricordare come l’OMS sottolinea che la Telemedicina non sostituisce in alcun modo l’intervento tradizionale, ma lo integra e se necessario lo migliora; inoltre vorrei sottolineare che è legata a diritti e doveri di responsabilità, etica e tutela, come qualunque atto sanitario.

Il 18 novembre 2021 l’Italia si dota di una normativa sulla teleriabilitazione: nella Conferenza Stato Regioni è stato sancito un documento recante indicazioni nazionali per l’erogazione di prestazioni e servizi da parte dei fisiatri e delle figure professionali sanitarie. Nello specifico il documento sottolinea che il termine teleriabilitazione fa riferimento a una “erogazione a distanza” per pazienti con disabilità o disturbi, congeniti o acquisiti, transitori o permanenti, oppure a rischio di complicanze. Questa modalità di assistenza, che prevede prestazioni e servizi a carattere multidisciplinare e multiprofessionale, utilizza tecnologie dell’informazione e della comunicazione in opportuna combinazione tra loro. Si avvale di infrastrutture e dispositivi software per la gestione e lo scambio in rete di dati e immagini, applicazioni, dispositivi mobili, sensori, robotica, realtà virtuale e intelligenza artificiale ed altre soluzioni innovative come i serious games e le terapie digitali.

Gli ambiti di applicazion sono diversi: da quello motorio, cognitivo, neuropsicologico, occupazionale, cardiologico, polmonare, della comunicazione, della deglutizione, del comportamento.

Infatti in questi contesti la teleriabilitazione garantisce una continuità delle cure domiciliari, che permettono di valorizzare l’intervento riabilitativo, consentire la presa in carico di un maggior numero di assistiti e favorire le attività di monitoraggio e l’educazione sanitaria.

Un augurio che desidero estendere al mondo della riabilitazione per il 2023 è di riuscire a sviluppare ulteriori tecnologie rimanendo comunque fedeli all’umanizzazione delle cure credendo fermamente nell’empowerment del paziente.

Grazie

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