SPAZIO SPECIALIZZANDI

Management dell’osteoporosi in una popolazione di donne con carcinoma mammario in terapia con inibitori dell’aromatasi

Alessandro DE SIRE

Coordinatore della Sezione SIMFER Specializzandi

Professore Associato di Medicina Fisica e Riabilitativa, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”, Catanzaro

Email: alessandro.desire@gmail.com

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Cari colleghi,

L’articolo selezionato per lo Spazio Specializzandi vede come autrice la Dott.ssa Lucrezia Moggio, medico in formazione specialistica al III anno presso la Scuola di Specializzazione in Medicina Fisica e Riabilitativa della Università degli Studi “Magna Graecia” di Catanzaro.

Il lavoro ha come argomento principale la valutazione del metabolismo osseo in donne affette da carcinoma della mammella, con particolare riguardo all’osteoporosi secondaria al trattamento con farmaci ormono-soppressivi (CTIBL, cancer treatment-induced bone loss). La corretta gestione di questa frequente complicanza in donne sopravvissute alla neoplasia mammaria risulta di fondamentale importanza al fine di ridurre il rischio fratturativo. Le indicazioni fornite a livello europeo per la scelta dei farmaci anti-osteoporotici dalle principali Società Scientifiche risultano più stringenti rispetto alla normativa vigente in Italia. Infatti, la Nota 79 dell’AIFA consente la rimborsabilità della prescrizione a carico del SSN in prevenzione primaria di farmaci anti-osteoporotici per donne in post-menopausa con carcinoma mammario al fine di scongiurare la CTIBL, indipendentemente dal valore di Tscore vertebrale e/o femorale o dal numero di precedenti fratture.

Lo scopo dello studio osservazionale trasversale descritto dalla Dott.ssa Moggio è stato indagare il metabolismo osseo in una popolazione di 122 donne affette da carcinoma mammario prima dell’inizio del trattamento con farmaci in grado di indurre una perdita di densità minerale ossea (BMD, Bone Mineral Density). Le partecipanti sono state valutate in termini di BMD della colonna lombare (LS, lumbar spine) e del collo femorale (FN, femoral neck), rischio di fratture maggiori su base osteoporotica e dell’anca tramite il Fracture Risk Assessment tool (FRAX®) e valori sierici di 25-idrossi-vitamina D, calcio, ormone paratiroideo e fosfatasi alcalina.

I risultati hanno evidenziato una discreta prevalenza di osteoporosi (23.0%) ed osteopenia (52.5%), con un rischio fratturativo stimato dal FRAX® del 7% per le fratture maggiori dell’1,7% e per le fratture di femore. Interessante da notare anche la frequente condizione di ipovitaminosi D in queste donne con una prevalenza del 72,9% delle pazienti valutate.

I dati ottenuti confermano la necessità di un adeguato e tempestivo trattamento anti-osteoporotico delle donne sopravvissute al carcinoma mammario che assumono farmaci ormono-soppressivi al fine di migliorare la salute ossea, prevenendo fratture da fragilità e migliorandone la qualità della vita.

Infine, rinnovo l’invito agli Specializzandi Italiani in Medicina Fisica e Riabilitativa a proporre lavori scientifici affinché siano selezionati e pubblicati nel presente “Spazio Specializzandi” del Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa MR.

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