CORRETTO UTILIZZO DELLE TERAPIE FISICHE

Stimolazione magnetica periferica ripetitiva (Sistema Super Induttivo)

Dalila SCATURRO, Giulia LETIZIA MAURO

Dipartimento Discipline Chirurgiche Oncologiche e Stomatologiche, Università degli Studi di Palermo;

U.O.C. di Recupero e Riabilitazione Funzionale, A.O.U.P. “P. Giaccone” di Palermo.

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La stimolazione magnetica periferica ripetitiva (rPMS) rappresenta un nuovo approccio di trattamento, non invasivo, sviluppato per la neuromodulazione nei disturbi del movimento [1].

Il meccanismo d’azione dell’rPMS si avvale di una bobina di stimolazione (generatore di campo magnetico) posizionata sui muscoli. Il generatore a sua volta è collegato a uno stimolatore (generatore di impulsi), che fornisce corrente elettrica alla bobina determinando la formazione di un campo magnetico in grado di attraversare la cute e raggiungere i neuroni. Al superamento di un valore soglia, viene indotto un potenziale d’azione, che induce la depolarizzazione del neurone e la conseguente contrazione muscolare [1].

Il trattamento con rPMS consente di stimolare quei muscoli profondi che non possono essere raggiunti dalla stimolazione elettrica neuromuscolare (NMES), infatti mentre NMES recluta recettori cutanei, la rPMS genera informazioni propriocettive durante la contrazione muscolare [1-3].

è stato osservato che tale feedback propriocettivo influenza la plasticità cerebrale e migliorare il sistema sensomotorio [1]. L’applicazione di rPMS sul muscolo induce un input propriocettivo al sistema nervoso centrale in maniera diretta sulle fibre nervose sensomotorie, a conduzione ortodromica e antidromica, e in maniera indiretta sui meccanocettori, durante la contrazione ritmica e il rilassamento, nonché la vibrazione dei muscoli [3, 4].

A livello del SNC, in seguito al trattamento con rPMS, si verifica un aumento dell’eccitabilità corticomotoria registrato alla valutazione iniziale con stimolazione magnetica transcranica. Successivamente si assiste all’attivazione focale della corteccia sensomotoria rilevata con la risonanza magnetica funzionale [5].

Figura 1 SIS sul quadricipite femorale per il trattamento dell’ipertono spastico.

La procedura con rPMS non necessita della rimozione dei vestiti perché non si posizionano degli elettrodi, tuttavia i dispositivi medici impiantati, come pacemaker o simulatori cerebrali profondi, rappresentano delle controindicazioni al trattamento, sebbene tale metodica non possiede al momento effetti collaterali negativi noti [1].

I primi studi sull’applicazione della rPMS compaiono già nel 2003: Strupper et al. presentano tale metodica per la riabilitazione della paresi centrale dell’arto superiore, in particolare impiegata per il recupero dei movimenti fini delle dita della mano. La terapia fisica è stata applicata su 52 pazienti affetti da paresi spastica dell’arto superiore, valutati con la Scala di valutazione (Ashworth) e un’indagine neurofisiologica (EMG). Dopo l’applicazione di rPMS sugli estensori delle dita paretiche, i pazienti riuscivano a eseguire movimenti più rapidi con attività elettromiografica ridotta. La rivalutazione con la Scala Ashworth ha rivelato che la spasticità si riduceva già dopo una sessione di 15 minuti. Gli autori, pertanto, hanno concluso che la rPMS possiede la capacità di ridurre la spasticità e indurre un effetto modulatorio sulle prestazioni motorie [4].

Come suggerito da Heldmann et al., è possibile applicare questa tecnica per aumentare l’eccitabilità neurale della corteccia e per bilanciare le interazioni tra gli emisferi, contribuendo così al miglioramento funzionale in seguito ad un Ictus cerebrale [6].

Proseguendo la ricerca, Beaulieu et al., utilizzando la rPMS su pazienti cronici post ictus, hanno rilevato un cambiamento della plasticità cerebrale ed un aumento della forza muscolare della caviglia sul lato paretico probabilmente grazie a un’influenza dinamica degli input sensoriali sulla plasticità sinaptica [7].

Sempre Beaulieu ha confrontato l’effetto della stimolazione elettrica neuromuscolare (NMES), della stimolazione magnetica periferica ripetitiva (rPMS) e delle vibrazione del tendine muscolare (VIB) sulla plasticità cerebrale e sulle menomazioni sensomotorie nell’ictus cronico. In conclusione suggerisce che rPMS e VIB risultano efficaci nel ridurre la spasticità e nell’apportare miglioramenti sensomotori, probabilmente attraverso massicci afflussi di informazioni propriocettive [8].

Invece nei pazienti con ictus cerebrale acuto, Suzuki et al. hanno dimostrato l’efficacia della rPMS nella prevenzione dell’atrofia muscolare nel muscolo retto femorale (RF) dell’arto paretico [9].

Mentre Fernandez-Lobera et al. hanno dimostrato la fattibilità e l’affidabilità della rPMS nel ridurre la spasticità dei flessori del polso e consentirne il movimento di estensione del polso [10] sempre dopo ictus cerebrale recente.

Figura 2 SIS per la terapia della lombalgia.

Per chiarire gli effetti della rPMS nel migliorare le attività della vita quotidiana e l’abilità funzionale dopo l’ictus cerebrale, è stata condotta una revisione sistematica pubblicata su Cochrane da kamo et al., che ha incluso 4 studi randomizzati controllati per un totale di 139 pazienti. Gli autori hanno concluso che non sono presenti prove sufficienti sull’utilizzo routinario della rPMS, nel trattamento riabilitativo dell’ictus cerebrale e che, pertanto, sarebbero auspicabili ulteriori prove possibilmente con campioni di grandi dimensioni, per fornire dati maggiormente solidi [11].

Di contro nel 2022 una Metanalisi di Pan et al. ha indagato sull’efficacia di rPMS riguardo spasticità, funzione motoria e svolgimento delle ADL in individui con paralisi spastica. Questa volta sono stati inclusi otto studi con 297 partecipanti. La meta-analisi ha dimostrato che le prove ottenute supportano l’efficacia della rPMS nel migliorare la spasticità, nonché la funzione motoria e le attività della vita quotidiana in individui con paralisi spastica [12].

Momosaki et al., dopo averla a lungo applicata e studiata nello stroke, propongono un’ulteriore applicazione della suddetta metodica nella disfagia. Lo scopo dello studio era determinare su 8 pazienti post ictus la sicurezza e la fattibilità di un protocollo di sei giorni di stimolazione magnetica periferica ripetitiva dei muscoli sopraioidei, combinata con una riabilitazione intensiva della deglutizione (rPMS-ISR) per la disfagia post-ictus, valutando la deglutizione prima e dopo l’intervento. Gli autori hanno concluso che il protocollo RPMS-ISR non solo sembra essere sicuro e fattibile, ma anche migliora la funzione di deglutizione. Chiaramente sono necessari ulteriori studi, con campioni più ampi per confermarne l’efficacia [13].

Sempre in ambito neurologico la metodica è stata utilizzata per migliorare la funzione dei muscoli del pavimento pelvico nell’incontinenza urinaria. L’rPMS mostra effetti simili agli esercizi muscolari del pavimento pelvico eseguiti in modo coerente e ben guidato. Un altro vantaggio della tecnica è rappresentato dal fatto che, sebbene gli esercizi per i muscoli del pavimento pelvico siano realizzabili, solo in una piccola percentuale di pazienti, l’allenamento con rPMS potrebbe essere esteso ad un numero maggiore di pazienti anche con deficit cognitivi [14].

Proprio per le sue caratteristiche intrinseche la rPMS è stata utilizzata nei pazienti con CRPS. In uno studio pilota sono stati testati gli effetti collaterali, l’efficacia sull’intensità del dolore e sul controllo sensomotorio dell’arto superiore, insieme ai cambiamenti plastici della corteccia motoria primaria [15].

Un altro studio pilotata ha individuato nella rPMS una potenziale opzione terapeutica per la malattia focale dei nervi periferici come ad esempio la sindrome del tunne carpale (CTS). Sono stati confrontati gli effetti della rPMS e della terapia convenzionale nella gestione della CTS. Cinque sessioni di rPMS hanno comportato una significativa riduzione della gravità dei sintomi, un miglioramento della forza della presa e un aumento dell’ampiezza dello SNAP [17].

Anche in condizioni di radicolopatia lombo-sacrale, la rPMS può costituire un trattamento efficace e la sua associazione con un programma di riabilitazione potrebbe migliorare l’esito in questi pazienti. Uno studio pilota ha evidenziato un miglioramento in termini di punteggio del dolore e l’analisi elettromiografia (EMG) [17].

Recentemente la stimolazione magnetica periferica ripetitiva (rPMS) è stata applicata con successo nei pazienti affetti da emicrania per alleviarne i sintomi. Il sollievo dei sintomi è stato ottenuto stimolando i punti trigger miofasciali (mTrP) dei muscoli trapezi, che sono considerati parte del complesso trigemino-cervicale (TCC).

La rPMS è un metodo confortevole per gli emicranici che può migliorare il dolore e ridurre localmente le contratture muscolari [18, 19].

Infine trova applicazione in alcune patologie dell’apparato muscolo-scheletrico come la lombalgia: una Metanalisi condotta da Diao et al. ha rilevato prove di qualità da molto bassa a bassa sull’efficacia della rPMS nel ridurre l’intensità del dolore e migliorare la disabilità funzionale negli individui con LBP. Tuttavia, non è stato riscontrato alcun effetto significativo della rPMS sulla cinesiofobia [20].

Bibliografia

1. Beaulieu LD, Schneider C. Effects of repetitive peripheral magnetic stimulation on normal or impaired motor control.A review. Neurophysiol Clin. 2013; 43(4):251-60.

2. Shimoura K, Nishida Y, Abiko S, et al. Immediate effect of neuromuscular electrical stimulation on the abductor hallucis muscle: A randomized controlled trial. Electromagn Biol Med. 2020; 39(4):257-261.

3. Ohnishi H, Miyasaka H, Shindo N, et al. Effectiveness of Repetitive Facilitative Exercise Combined with Electrical Stimulation Therapy to Improve Very Severe Paretic Upper Limbs in with Stroke Patients: A Randomized Controlled Trial. Occup Ther Int. 2022; 2022:4847363.

4. Struppler A, Havel P, Müller-Barna P. Facilitation of skilled finger movements by repetitive peripheral magnetic stimulation (RPMS) – a new approach in central paresis. NeuroRehabilitation. 2003; 18(1):69-82.

5. Gallasch E, Christova M, Kunz A, et al. Modulation of sensorimotor cortex by repetitive peripheral magnetic stimulation. Front Hum Neurosci. 2015; 9:407.

6. Heldmann B, Kerkhoff G, Struppler A, et al. Repetitive peripheral magnetic stimulation alleviates tactile extinction. Neuroreport. 2000; 11(14):3193-8.

7. Beaulieu LD, Massé-Alarie H, Brouwer B, Schneider C. Noninvasive neurostimulation in chronic stroke: a double-blind randomized sham-controlled testing of clinical and corticomotor effects. Top Stroke Rehabil. 2015; 22(1):8-17.

8. Beaulieu LD, Massé-Alarie H, Camiré-Bernier S, et al. After-effects of peripheral neurostimulation on brain plasticity and ankle function in chronic stroke: The role of afferents recruited. Neurophysiol Clin. 2017; 47(4):275-291.

9. Suzuki K, Ito T, Okada Y, et al. Preventive Effects of Repetitive Peripheral Magnetic Stimulation on Muscle Atrophy in the Paretic Lower Limb of Acute Stroke Patients: A Pilot Study. Prog Rehabil Med. 2020; 5:20200008.

10. Fernandez-Lobera M, Morales M, Valls-Solé J. Repetitive peripheral magnetic stimulation for the assessment of wrist spasticity: reliability, validation and correlation with clinical measures. Disabil Rehabil. 2022; 44(18):5257-5267.

11. Kamo T, Wada Y, Okamura M, et al. Repetitive peripheral magnetic stimulation for impairment and disability in people after stroke. Cochrane Database Syst Rev. 2022; 9(9):CD011968.

12. Pan JX, Diao YX, Peng HY, et al. Effects of repetitive peripheral magnetic stimulation on spasticity evaluated with modified Ashworth scale/Ashworth scale in patients with spastic paralysis: A systematic review and meta-analysis. Front Neurol. 2022; 13:997913.

13. Momosaki R, Abo M, Watanabe S, et al. Repetitive Peripheral Magnetic Stimulation With Intensive Swallowing Rehabilitation for Poststroke Dysphagia: An Open-Label Case Series. Neuromodulation. 2015; 18(7):630-4.

14. Schrank S, Adlbrecht L, Mayer H. Repetitive periphere Muskelstimulation vs. Beckenbodentraining : Vergleich zweier Inkontinenztherapien [Repetitive peripheral muscle stimulation vs. pelvic floor muscle training : Comparison of two approaches to incontinence treatment]. Z Gerontol Geriatr. 2018; 51(6):675-681.

15. Allen Demers F, Zangrandi A, Schneider C. Theta-Burst Stimulation of Forearm Muscles in Patients With Complex Regional Pain Syndrome: Influence on Brain and Clinical Outcomes. Front Pain Res (Lausanne). 2021; 2:736806.

16. Panathoop A, Saengsuwan J, Vichiansiri R. Effects of repetitive peripheral magnetic stimulation vs. conventional therapy in the management of carpal tunnel syndrome: a pilot randomized controlled trial. PeerJ. 2023; 11:e15398.

17. Savulescu SE, Berteanu M, Filipescu I, et al. Repetitive Peripheral Magnetic Stimulation (rPMS) in Subjects With Lumbar Radiculopathy: An Electromyography-guided Prospective, Randomized Study. In Vivo. 2021; 35(1):623-627.

18. Renner T, Sollmann N, Trepte-Freisleder F, et al. Repetitive Peripheral Magnetic Stimulation (rPMS) in Subjects With Migraine-Setup Presentation and Effects on Skeletal Musculature. Front Neurol. 2019; 10:738.

19. Börner C, Renner T, Trepte-Freisleder F, et al. Response Predictors of Repetitive Neuromuscular Magnetic Stimulation in the Preventive Treatment of Episodic Migraine. Front Neurol. 2022; 13:919623.

20. Diao Y, Pan J, Xie Y, et al. Effect of Repetitive Peripheral Magnetic Stimulation on Patients With Low Back Pain: A Meta-analysis of Randomized Controlled Trials. Arch Phys Med Rehabil. 2023 Apr 26:S0003-9993(23)00183-1.

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