CORRETTO UTILIZZO DELLE TERAPIE FISICHE

Terapie fisiche in ambito riabilitativo: quali sviluppi sulla base delle attuali evidenze?

Alessandro PICELLI1, Federico GIARDA2 per conto della Sezione Terapia Fisica della Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa

1 Centro di Ricerca in Riabilitazione Neuromotoria e Cognitiva, Sezione di Medicina Fisica e Riabilitativa, Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento, Università degli Studi di Verona, Verona, Italia.

2 S.C. Medicina Riabilitativa e Neuroriabilitazione, ASST GOM Niguarda, Milano

L’utilizzo di mezzi fisici a scopo terapeutico rappresenta un’importante risorsa per la medicina riabilitativa, potendo svolgere un ruolo nel coadiuvare il recupero funzionale mediante la modulazione dei processi di guarigione in pazienti affetti da condizioni disabilitanti di varia natura. L’impiego delle terapie fisiche strumentali andrebbe pertanto considerato come parte del progetto riabilitativo alla base della presa in carico globale della persona. In quest’ottica l’utilizzo delle terapie fisiche dovrebbe tener conto del susseguirsi delle diverse fasi del percorso riabilitativo, facilitando il perseguimento degli obiettivi in accordo con gli approcci multimodali adottati.

Negli ultimi decenni lo sviluppo tecnologico ha favorito una sempre maggiore diffusione di dispositivi medici basati sull’utilizzo di energie fisiche da applicare nei diversi setting riabilitativi previsti dai percorsi di cura per pazienti affetti da disabilità. Tuttavia, l’evidenza scientifica riguardante tali modalità terapeutiche non è cresciuta di pari passo (sia nella numerosità di studi pubblicati che nella loro qualità metodologica) nonostante nella pratica clinica siano ampiamente utilizzate. Questo può rappresentare un limite relativamente al consenso non solo sulle indicazioni delle terapie fisiche strumentali ma anche sulla loro applicazione e per la loro rimborsabilità nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza considerato che attualmente le decisioni in ambito clinico sono sempre più basate sulle evidenze. Questo non può che rappresentare un importante campo di interesse per la SIMFER che, attraverso la sua “Sezione 30 – Terapia Fisica” promuove l’attività scientifica nell’ambito dell’applicazione di terapie fisiche strumentali in Medicina Riabilitativa sia per quanto riguarda le evidenze di efficacia e sicurezza di applicazione sia per quanto riguarda lo sviluppo di protocolli di trattamento nelle diverse condizioni patologiche che possono condurre a disabilità.

Da qui nasce l’idea di raccogliere nella serie di articoli che seguiranno parte delle attuali evidenze riguardanti le terapie fisiche strumentali in diversi campi di applicazione nell’ambito riabilitativo.

A conferma dell’interesse e dell’impegno di SIMFER nel settore delle terapie fisiche strumentali vi è il percorso di definizione del consenso relativamente al loro utilizzo in clinica recentemente avviato a partire dall’attenta ed approfondita revisione dell’attuale letteratura scientifica internazionale a disposizione. Il documento che verrà stilato al termine di tale percorso avrà lo scopo di fornire solide indicazioni per la pratica clinica al fine di guidare l’applicazione delle metodiche di terapia fisica strumentale sulla base delle prove di efficacia e nel rispetto dei profili di sicurezza per i pazienti. Questo ambizioso progetto che vede anche la collaborazione metodologica dell’Università di Milano-Bicocca, è stato promosso dal Consiglio di Presidenza SIMFER e dalla “Sezione 30 – Terapia Fisica” della stessa società scientifica con il coinvolgimento, in particolare, della Dott.ssa Giovanna Beretta (Presidente SIMFER), del Prof. Alessandro Picelli (Coordinatore della Sezione 30 – Terapia Fisica), del Prof. Andrea Bernetti, del Prof. Giovanni Iolascon, della Dott.ssa Silvia Galeri, del Prof. Alessandro De Sire e del Prof. Antimo Moretti.

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