MR (2019) 33:22-25
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Le persone con disabilità nelle storie illustrate per ragazzi

Dai supereroi Marvel a WonderGiusy

A cura della Redazione di MR
Con la collaborazione di Willow (Filippo Bruno).

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“Dicono che i calabroni non possano volare. Ma non è vero. Loro, per staccarsi da terra, devono solo battere le ali molto più velocemente degli uccelli o dei colibrì.”. L’Onorevole Giusy Versace, atleta paralimpica finalista nei 200 metri alle Paralimpiadi di Rio, introduce il suo libro illustrato WonderGiusy con questa frase, attribuita ad Albert Einstein e citata anche nello svolgimento della storia illustrata. Il libro, illustrato da Sara Mauri ed edito da Mondatori, è “Dedicato a tutti i bambini e i ragazzi che mi hanno regalato un sorriso e hanno alimentato la mia voglia di correre” e racconta la storia della supereroina WonderGiusy che può scegliere quali gambe indossare (da ballo, da corsa o da nuoto) per aiutare nelle sue imprese i ragazzi in difficoltà.

Il commento di Willow

Filippo Bruno, in arte Willow

La Redazione di MR – Giornale Italiano di Medicina Riabilitativa, ha avuto l’opportunità di raccogliere un commento e alcune riflessioni su questa storia illustrata da Willow, affermato artista neopop milanese. Willow, all’anagrafe Filippo Bruno, è nato nel 1978 a Milano, si è diplomato presso la Scuola del Fumetto e Illustrazione di Milano nel 2000; ha poi collaborato con case editrici, agenzie pubblicitarie, aziende produttrici di gaget e articoli da collezione e design. Con il suo pseudonimo, Willow, realizza opere in pieno stile neopop collaborando con gallerie d’arte nazionali e internazionali. “WonderGiusy è un libro importante – ha commentato Willow – Che racconta una storia importante utilizzando immagini perfette a questo scopo. La scelta dei colori e la decisione di non ricorrere al tratto nero per delimitare i contorni rende le illustrazioni assolutamente adatte a questo tipo di narrazione. Rispetto ad altri libri illustrati è ricco di testo, ma un racconto così ricco di contenuti e situazioni diverse richiede necessariamente questa complessità verbale.”. L’incontro e il confronto con Willow ha stimolato numerose riflessioni sulla narrazione del tema della disabilità nel mondo dei fumetti, partendo dal 1920, fino ad oggi.

Quando la disabilità era guardata con timore

Nelle primissime storie illustrate per ragazzi la disabilità, in particolare la menomazione, era spesso attribuita all’antagonista, come a rivelare la presenza di un timore legato ad essa. Si pensi, ad esempio, all’antagonista per antonomasia, l’arcinemico di Topolino: Pietro Gambadilegno. Il personaggio, nato nel 1925, è stato coprotagonista di centinaia di storie illustrate e cortometraggi animati, manifestando un’evoluzione nella rappresentazione stessa del personaggio e della sua disabilità. Negli anni, infatti, la sua “gamba di legno” è stata sostituita da un protesi ed è stata celata da pantaloni lunghi, pur rimanendo sempre un carattere distintivo del personaggio.

“Nei racconti per ragazzi di quegli anni – ricorda Willow – la disabilità e le protesi erano narrate come elementi caratterizzanti il personaggio; si pensi, ad esempio, ai racconti sui pirati o al celeberrimo Capitan Uncino. Nel corso degli anni, anche questi personaggi, sono stati raccontati in modo molto diverso, si pensi a come vengono interpretati nelle più recenti rappresentazioni cinematografiche, in cui i personaggi sono ancor più enfaticamente caratterizzati in questi aspetti.”.

La guerra nel Vietnam e i veterani

Nelle storie illustrate per ragazzi, in particolare quelle provenienti dagli Stati Uniti, si osserva un significativo cambiamento negli anni successivi al conflitto vietnamita. In quegli anni, infatti, la disabilità è inizialmente ancora attribuita all’antagonista, come il medico Curtis “Curt” Connors (Lizard), uno dei primi nemici dell’Uomo Ragno. Il dottor Connors è un noto scienziato che ha perso un braccio durante la guerra del Vietnam e sperimenta ricerche genetiche su sé stesso nel tentativo di curarsi, con effetti collaterali che lo porteranno a combattere il celebre supereroe ideato da Stan Lee. Dopo la positiva conclusione del loro scontro, il dottor Connors arriverà addirittura ad aiutare Peter Parker (l’Uomo Ragno), salvando May Parker, l’amata zia del protagonista.

È proprio in quegli anni, quindi, che la narrazione della disabilità nel mondo dei fumetti statunitensi cambia radicalmente, forse anche per sottolineare il valore dei veterani di ritorno dalla guerra in Vietnam. Nascono quindi personaggi celebri ancora oggi come Charles Francis Xavier, Professor X (1963), personaggio in sedia a rotelle, fondatore del gruppo degli X-Men dagli straordinari poteri telepatici e Daredevil (1964), supereroe cieco, ma con tutti gli altri sensi straordinariamente potenziati. Il primo, in particolare, è una figura centrale nelle vicende degli X-Men, avendo votato la propria vita al raggiungimento di una convivenza pacifica tra i supereroi e gli esseri umani privi di superpoteri. “Nei fumetti degli X-Men – aggiunge Willow – Anche i superpoteri rappresentano un motivo di esclusione sociale e disagio. In tutte queste storie i personaggi, nonostante i superpoteri, sperimentano l’esperienza della diversità e dell’isolamento sociale.”.

Nascono così altri personaggi, meno celebri, ma caratterizzati da una disabilità, come la supereroina Marvel Silhouette, che usa due bastoni canadesi (che nascono le sue armi), o Cyborg, supereroe “bionico” potenziato da avvenieristiche protesi cibernetiche. Quelli citati sono solamente alcuni dei numerosi esempi di questo nuovo modo di narrare la disabilità, divenuta elemento caratterizzante che rende “speciali” questi personaggi.

Quando le difficoltà diventano una risorsa

La disabilità rappresentata come valore aggiunto è anche l’obiettivo del progetto Four Energy Heroes, prodotto dall’Accademia Arte nel Cuore Onlus di Roma e nato da un’idea di Daniela Alleruzzo, Presidente dell’Associazione. L’Accademia Arte nel Cuore è il primo progetto mondiale di formazione artistica rivolto a giovani diversamente abili e a giovani senza disabilità, per valorizzare il loro talento artistico e svilupparlo in un ambiente integrato. Il progetto, nato nel 2005, attualmente coinvolge 150 ragazzi con disabilità e 40 ragazzi normodotati.Il fumetto Four Energy Heroes (Bardi Edizioni) è disegnato dal giovane illustratore Vincenzo Lomanto, diplomato alla Scuola Internazionale di Comics di Roma; Andrea Giovalè è il giovane autore dei testi, diplomato alla Scuola Romana del Fumetto. I protagonisti sono ispirati a quattro allievi dell’Accademia di spettacolo che, nel fumetto, si trasformano in supereroi in grado di fare delle loro diversità le più potenti doti. Questo fumetto vuole essere uno strumento educativo per la divulgazione nelle scuole, al fine di incoraggiare l’inclusione sociale.

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