COCHRANE REHABILITATION CORNER

Pillole di Cochrane Rehabilitation sulla riabilitazione oncologica

Angela PALOMBA1, Carlotte KIEKENS2

1Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli

2IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, Milano

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All’interno di questo Cochrane Rehabilitation Corner presentiamo i contenuti e la rilevanza nel contesto riabilitativo di alcune revisioni sistematiche Cochrane che sono state sintetizzate nei blogshot di Cochrane Rehabilitation.

Tra le aree di crescente interesse riabilitativo vi è la riabilitazione oncologica. Il numero di sopravvissuti al cancro continua a crescere grazie ai nuovi progressi in chirurgia, medicina e radioterapia oncologica. L’aumento dei tassi di sopravvivenza per tutti i tumori si accompagna, d’altro canto, ad un aumento degli anni di disabilità correlata al cancro. Pertanto, migliorare il tasso di sopravvivenza non è sufficiente senza ottimizzare anche la qualità della vita dei sopravvissuti al cancro. Le persone con cancro necessitano, quindi, della riabilitazione per ottimizzare la qualità della vita e mantenere o ripristinare la loro autonomia. La riabilitazione adotta un approccio olistico, “centrato sul paziente”, pertanto adattato alla situazione, ai bisogni e ai desideri individuali del paziente (che è parte attiva del processo riabilitativo).

Molteplici sono le patologie oncologiche per le quali l’intervento riabilitativo può rappresentare un approccio importante e di cui disponiamo di evidenze di efficacia raccolte da Cochrane. Di seguito alcuni blogshot ci presentano una sintesi sulle evidenze riguardanti esercizi per persone che si sottopongono a trattamenti oncologici multimodali, attività fisica per la salute fisica e mentale in persone con cancro colo-rettale non avanzato ed esercizio fisico per pazienti con cancro avanzato del polmone

Interventi di esercizio per persone che si sottopongono a trattamenti oncologici multimodali che includono la chirurgia

Studi condotti su persone sottoposte a trattamento oncologico multimodale suggeriscono che la ridotta forma fisica associata al trattamento può essere collegata a una maggiore morbilità e mortalità. D’altro canto, una migliore forma fisica è stata associata a una prognosi migliore, a una sopravvivenza più lunga e a una minore mortalità correlata al cancro in persone con tumori solidi. Rimanere fisicamente attivi durante e dopo il trattamento del cancro potrebbe quindi essere un modo importante per ridurre gli effetti avversi ad esso associati, migliorare la sopravvivenza globale e ridurre il tasso di recidiva del tumore. L’allenamento fisico stimola gli adattamenti dei muscoli scheletrici che contribuiscono alla forma fisica. In combinazione con la chemioterapia, è stato dimostrato che l’allenamento rallenti la progressione del tumore nei tumori solidi rispetto alla sola chemioterapia. Inoltre, l’esercizio fisico può anche ridurre l’infiammazione cronica, che è stata associata a esiti peggiori nelle persone affette da cancro.

Le evidenze Cochrane suggeriscono che l’allenamento fisico possa avere poca o nessuna differenza sulla forma fisica (in termini di VO2 max) rispetto alle cure abituali (evidenza a bassa certezza). Gli studi inclusi hanno mostrato anche in termini di effetti avversi (sicurezza) che l’esercizio fisico probabilmente è sicuro, con bassa incidenza di eventi avversi (prove di bassa certezza). Inoltre, l’allenamento fisico può fare poca o nessuna differenza sulla qualità di vita rispetto alle cure abituali (evidenza di certezza moderata). Tuttavia, l’allenamento fisico probabilmente riduce l’affaticamento (fatigue) rispetto alle cure abituali (evidenza di certezza moderata).

In conclusione, siamo moderatamente certi che l’allenamento fisico durante il trattamento adiuvante (trattamento chemioterapico o radioterapico dopo l’intervento chirurgico) riduca l’affaticamento. Prove limitate suggeriscono che l’allenamento fisico probabilmente non è dannoso e probabilmente migliora la qualità di vita e la forma fisica.

Link alla revisione sistematica Cochrane: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD012280.pub2/full

Interventi di attività fisica per la salute fisica e mentale correlata alla malattia, durante e dopo il trattamento, in persone con cancro colo-rettale non avanzato

Il cancro del colon-retto rappresenta un grave problema di sanità pubblica. È necessario sviluppare interventi efficaci che favoriscano il recupero fisico e psicologico, aiutino ad alleviare gli effetti collaterali del trattamento e ad aumentare la sopravvivenza globale e libera da recidiva. La commissione Lancet Oncology ha dato priorità alla riduzione della morbilità e della mortalità associata al cancro, concentrandosi su interventi “meno tossici” ed “economici”. Vi è, quindi, la necessità di una maggiore comprensione degli effetti degli interventi di attività fisica sulla salute fisica e mentale correlata alla malattia degli individui affetti da cancro del colon-retto, per la politica, la pratica clinica e i pazienti.

L’attività fisica è stata proposta come intervento non farmacologico per attenuare gli effetti fisiologici e psicologici negativi del trattamento nelle persone affette da cancro. Esiste un numero crescente di prove che dimostrano l’impatto positivo dell’attività fisica sulla fitness cardiorespiratoria, sulla forza muscolare, sulla qualità di vita e sulla fatigue sia durante che dopo il trattamento del cancro. Attraverso questi effetti, l’attività fisica può aiutare ad affrontare il decondizionamento fisico associato ai trattamenti contro il cancro e aiutare a gestire la fatigue correlata al cancro. Inoltre, l’attività fisica può anche aiutare gli aspetti emotivi e mentali correlati al cancro, con possibili benefici sul benessere psicologico, sull’ansia e sulla depressione. Infine, l’attività fisica sembra avere un ruolo importante nella prevenzione primaria e secondaria del rischio di cancro del colon.

Le evidenze raccolte da Cochrane hanno mostrato effetti positivi degli interventi di attività fisica sulla capacità aerobica (evidenza di bassa qualità), fatigue correlata al cancro (evidenza di bassa qualità) e benessere generale in termini di qualità della vita (evidenza di qualità moderata) al termine del trattamento. Questi effetti positivi sono stati osservati anche nel follow-up a breve termine ma non nel follow-up a medio termine.

In conclusione, gli interventi di attività fisica possono migliorare la capacità aerobica, l’affaticamento correlato al cancro e la qualità della vita correlata alla salute fino a sei mesi di follow-up. Laddove riportati, gli eventi avversi sono stati generalmente lievi.

Link alla revisione sistematica Cochrane: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD012864.pub2/full

Esercizio fisico per pazienti con cancro avanzato del polmone

I pazienti con cancro polmonare avanzato hanno un’elevata frequenza di sintomi. Alcuni dei sintomi riportati più frequentemente sono affaticamento, dispnea, limitazioni funzionali, insonnia e dolore. Inoltre, molti pazienti con cancro ai polmoni hanno malattie polmonari coesistenti come la BPCO, nelle quali le limitazioni cardiopolmonari e l’atrofia muscolare contribuiscono a ridurre la tolleranza all’esercizio. Nei pazienti con cancro polmonare avanzato, è probabile che la causa della scarsa capacità di esercizio sia multifattoriale. La malattia stessa, così come i trattamenti convenzionali contro il cancro, possono ridurre la capacità di esercizio fisico a causa della perdita di peso, di bassi livelli di emoglobina, di presenza di infiammazione sistemica, di ridotta funzionalità polmonare e di sintomi come la dispnea. Molti dei fattori limitanti che riducono la capacità di esercizio potrebbero essere migliorati dall’allenamento fisico.

Le evidenze disponibili dimostrano che, al completamento del periodo di intervento, la capacità di esercizio era significativamente più alta e la qualità di vita globale specifica per la malattia era significativamente migliore. Questa revisione suggerisce che l’allenamento fisico possa migliorare o evitare il declino della capacità di esercizio e della qualità di vita globale specifica per la malattia negli adulti con cancro polmonare avanzato. Infatti, i risultati della letteratura hanno mostrato che, rispetto a coloro che non facevano esercizio, le persone con cancro ai polmoni che facevano esercizio erano più in forma e avevano una migliore qualità di vita. Non sono stati segnalati effetti collaterali gravi nelle persone con cancro ai polmoni che facevano attività fisica.

Vi sono prove di bassa qualità che l’allenamento fisico possa essere completato da adulti con cancro polmonare avanzato con un basso rischio di danni e può aumentare la capacità di esercizio e la qualità della vita correlata alla salute globale specifica per la malattia.

Link alla revisione sistematica Cochrane: https://www.cochranelibrary.com/cdsr/doi/10.1002/14651858.CD012685.pub2/full

In conclusione, i pazienti affetti da cancro traggono beneficio dalla riabilitazione in tutte le fasi del continuum del cancro. Il prima possibile, andrebbero valutati dal punto di vista funzionale, adottando, ove necessario, una strategia preventiva e globale per la disabilità e la malattia. In questi pazienti è probabile che la funzione fisica decada, pertanto idealmente trarrebbero beneficio dalla “pre-abilitazione” già al momento della diagnosi iniziale. I risultati riportati dovrebbero, comunque, essere interpretati con cautela a causa dei pochi studi disponibili e della bassa certezza delle evidenze.

Si rende, quindi, evidente la necessità di un numero maggiore di studi primari metodologicamente corretti al fine di ottenere una maggiore certezza dell’evidenze.

Figura 1 Blogshot “Interventi di esercizio per persone che si sottopongono a trattamenti oncologici multimodali che includono la chirurgia”

Figura 2 Blogshot “Interventi di attività fisica per la salute fisica e mentale correlata alla malattia, durante e dopo il trattamento, in persone con cancro colo-rettale non avanzato”

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Figura 3 Blogshot “Esercizio fisico per pazienti con cancro avanzato del polmone”

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